Cammino inglese - FENE > PONTEDEUME

Tratto dal mio fedelissimo Diario di viaggio


24 maggio 2016
Fene - Pontedeume
km stimati 10


Una dormita bella pesante e il dolore alle anche è quasi scomparso del tutto.
La mia sveglia era programmata per le 7.30 invece alle 6.40 Giorgio ha iniziato ad accendere le luci a modo discoteca e quindi niente mi sono alzata.
Ho fatto una grossa risata e premetto che non avevo ancora mangiato niente, quindi generalmente sono insopportabile!
Invece sono entrata nel mood giusto della pellegrina e di quello che è il cammino.

Rispetto, condivisione e accettazione.

Tutto quello che viene è perché deve essere così.
Ho perdonato subito Giorgio, dopo che al bar mi ha detto che mi vedeva bella e raggiante, ecco un complimento è sempre bello riceverlo, soprattutto quando pensi di aver lasciato la tua femminilità a casa, sopra al comodino.

Alla televisione del bar dicono che pioverà, e così è stato poco dopo la partenza.

Attraversiamo il centro di Fene, arriviamo al lavadoiro di Mundin e prendiamo la strada in salita che ci porterà in un bosco fitto di eucalipti da un profumo che ubriaca i polmoni!


Inizia a piovere pesante e l'unico tratto riparato è il ponte dell'autostrada, Giorgio cammina svelto con l'ombrello, io mi riparo sotto il mio kway.
Volevo ascoltare la musica, ma ho preferito sentire il rumore dei miei passi, la pioggia che cadeva insistente sul mio cappuccio, quasi a scandire ogni mio pensiero.
Le gocce scendevano sul viso, fino arrivare alla bocca, alcune erano più salate, avevano un gusto strano, erano lacrime... per un attimo mi sono sentita in perfetta sintonia con la natura, con la pioggia.
Eravamo una cosa sola, un tutt'uno.

Mi risuona nella mente una domanda fatta da mia madre prima della partenza :
"Se piove che fai?"
E io risposi perplessa:
"Se piove...cammino"

La risposta che avevo dato a mia madre, continuava a rimbalzarmi tanto che iniziavo a ripeterla a bassa voce, in un certo senso mi aveva illuminato e trasmesso pace.

La pioggia finirà.

I momenti brutti passano devono passare.
Deve essere così.
E per quello che ne so, io comunque, nonostante tutto camminerò.



Il paesaggio cambia rapidamente, mi ritrovo come per magia in un posto incantato : la praia de Magadalena a Cabanas!
Una spiaggia selvaggia, peccato che piove, sicuramente sarebbe stato bello rilassarsi sotto la pineta.

Io sono completamente fradicia, quindi la sosta decido di farla in un supermercato.
Mi riposo un pochino, compro dell'acqua, mi asciugo come posso e mi cambio i calzini. 
Riprendo la strada asfaltata, passo la rotonda ed ecco subito in lontananza il Ponte sul fiume Eume, qui si apre un bellissimo scenario: sono arrivata a Pontedeume.



Dopo il ponte girando a destra, sulla sinistra in uno dei portoni accanto al Mercato del pesce si trova l'albergue di Pontedeume.
Mi ritrovo con Giorgio, tutti e due provati dalla pioggia leggiamo che prima delle 16.30 la struttura non apre, sono solo le 11.00 come facciamo?
Proviamo ad andare al Municipio, magari ci aiutano, infatti ci aprono l'albergue e possiamo rimanere lì che poi più tardi passerà una signorina per il sello e il pagamento.
Entriamo in questo stanzone soppalcato con  20 letti a castello e due bagni.



Ci asciughiamo, stendiamo i panni bagnati e indossiamo qualcosa di caldo.
Le bustine di plastica qui sono state fondamentali, tutti gli indumenti erano asciutti nonostante l'acqua presa.


Giorgio però decide di ripartire, non vuole perdere tempo, così dice, quindi ci siamo salutati con un abbraccione e scambiandoci gli indirizzi, alla vecchia maniera! 
Gli dispiaceva lasciarmi da sola, ma questo è il suo cammino e questo è il mio cammino.

Liberi da tutto e da tutti.
No limiti, no doveri.

Io invece ho deciso di fermarmi qui, è arrivato il momento di non pensare più a macinare km senza avere un attimo per guardarmi intorno.
Spenderò questo pomeriggio facendo vita da pellegrina con annesso outfit : i famosi sandali con il calzini!


Pontedeume è un paese piccolo e grazioso, in poco tempo si riesce a fare un giro delle attrattive più importanti come la Chiesa di Santiago del XVIII secolo, il ponte sul rio Eume e la Torre de los Andrade.


Mi fermo un attimo al Cafè Martino di fronte al porto per una birra e delle patatine, così sfrutto il wi-fi che in albergue non c'è.
Ritorno in quella che sarà per una sera la mia casa per prendere una felpa, comincia ad essere freddino e sento dei rintocchi alla porta.
Le regole dell'albergue sono chiare e scritte in inglese vicino alla porta,  tra tante c'è scritto anche che non si deve aprire a nessuno!
Ehm.. ed ora cosa faccio? Fuori aveva riniziato a piovere così ho mandato al diavolo le regole, e ho aperto.
E' una signora tedesca, che mi chiede come mai ero lì ecc. snobbandomi sul fatto che Fene e Pontedeume sono pochi km.
Si vabbè..questi tedeschi non si smentiscono mai!
Alle 16.30 chiamo il numero di telefono fuori dalla porta, perché eravamo in due e avevamo solo una chiave.
La signora al telefono mi dice che arriverà alle 18.00, che brutta organizzazione, intanto arrivano altre pellegrini tedeschi, ed ovviamente io mi sento sempre più in difficoltà per questa imbarazzante situazione da guardiana.
Finalmente sono arrivate le 18.00 paghiamo 5 euro per dormire, ci facciamo mettere il timbro, così ognuno con le sue chiavi può uscire tranquillamente.
Io vado al supermercato a comprare qualcosa da mangiare  per domani mattina e provo a cenare al bar del Porto con un appetitoso hamburger.

Stasera si dorme in 5 e domani sveglia alle 7.00 per Betanzos.




Escursione notturna sui Monti Sibillini - Luna piena e Solstizio d'estate


 Anticipando il plenilunio e il solstizio d'estate, sabato notte ho preso parte ad un escursione notturna sui Monti Sibillini organizzata dall'Associazione Arkès di Polverigi.


Lo zaino è pronto per questo nuovo cammino: dentro c'è un kway, qualche snack, 1 litro d'acqua, un cambio, reflex, gopro, torcia, cappello, giacca a vento e pile.
Partiamo con un pullman granturismo da Polverigi verso le 22.00 e raggiungiamo Forca di Presta (1540 m s.l.m ) per l'1.00.
Appena scesi... giacca a vento, zaino in spalla e su in salita verso il Rifugio Zilioli (2238 m).
Il sentiero è ripido, il gruppo si divide un po' poiché ognuno, rispettando le esigenze del proprio fisico e del proprio allenamento, segue la guida con il suo passo ma dopo due ore tutti arriviamo al Rifugio, sotto un cielo illuminato da una splendida  luna piena!


















Lei 
Lei se ne sta lì tra le montagne, per illuminarci, per indicarci la strada e grazie a lei le torce rimangono dentro il nostro zaino. 
I Monti della Laga, il lontano Gran Sasso sembrano disegnati, riusciamo a vedere solamente il loro profilo che si delinea nel cielo ma nessuna foto rende giustizia a questo spettacolo!


Arriviamo al Rifugio Zilioli, una piccola casetta in pietra, che non offre praticamente nulla se non  una stanza riparata per potersi cambiare, dopo la grande sudata fatta, e una vista mozzafiato che vedremo solo con l'albeggiare del sole.



Per chi vuole si prosegue per il Monte Vettore (2476 m), il vento è gelido e forte, la vetta sembra essere vicina invece è distante circa 60 minuti (andata  e ritorno) dal rifugio; qualche nuvola cala sulla vetta più alta delle Marche, altre avanzano nelle cime sottostanti.


Lasciando il rifugio alle spalle si prosegue poi per il Lago di Pilato ( 1940 m): discendiamo senza seguire un sentiero preciso, in uno splendido prato di fiorellini colorati di ogni tipo, fino ad arrivare ad un canalone, qui iniziamo un po' a discendere aggrappandoci alle rocce. 


Bastano pochi passi e scorgiamo subito il famoso "lago con gli occhiali": per il momento avvolto da uno strato di nebbia ma ci penserà il vento a spazzarla via da lì a poco, così da riuscire a vedere il riflesso delle montagne nelle acque cristalline.

Questo lago è di una bellezza rara sia per la sua formazione glaciale insolita negli appennini, sia per l'esistenza unica al mondo del Chirocefalo del Marchesoni, un piccolo crostaceo di colore rosso: il famoso gamberetto!







Costeggiamo il lago dall'alto fino ad arrivare quasi a riva e mantenendoci sempre a dovuta distanza, sostiamo qui per qualche minuto per poi riprendere il sentiero verso Foce.

Discendiamo la valle del lago di Pilato fino a raggiungere le temute "Svolte", ovvero dei ripidi tornanti di ciottoli all'interno di un fitto bosco.

Questo tratto di sentiero mette a dura prova le nostre caviglie e le nostre ginocchia... forse non eravamo preparati ad affrontare questo o forse eravamo già tanto stanchi!

Attraversiamo il Piano della Gardosa, passiamo Fonte per poi arrivare al pullman che ci attende nella piazzetta di Foce di Montemonaco (945 m).



E' stata una delle escursioni più impegnative che abbia mai affrontato, tanto che se oggi ci ripenso non posso credere di avercela fatta!
I dolori muscolari passeranno, i ricordi di questa bellissima avventura saranno indimenticabili!


Cammino inglese - FERROL > FENE

Tratto dal mio fedelissimo Diario di viaggio


23 maggio 2016
Ferrol - Fene
25 km stimati per deviazione lavori.

Sono le 7.00 un timido sole mi sveglia e mi fa dubitare sul fatto che ci sia stata o meno la notte.
Scendo le scale, lascio l'ostello e la prima cosa che faccio è chiamare mia madre, forse per rassicurarla o forse per beccarmi un "in bocca al lupo".
Sento che è serena, almeno dalla voce sembra così.
Mi fermo a fare colazione ad un bar che si chiama Caffè Vecchio prendo un croissant e un cafè con lache per un totale di 2 euro, ottimo!
M'incammino verso la stazione degli autobus con la cartina in mano, ma chiedo ad ogni persona che incontro dove si trova la stazione degli autobus, non lo so perché, forse avevo bisogno di parlare, di interagire con le persone del posto.
 

E' una giornata frizzantina a la Coruna, molte persone attendo il bus alla fermata per andare al lavoro, i bambini  vanno a scuola accompagnati per mano dai genitori,  è lunedì e tutto inizia o rinizia!
E' un lunedì speciale, oggi per me è un nuovo inizio!
Ripenso all'abbraccio che mi sono data con Vale ieri, ci siamo raccontate, vite diverse ma simili nello spirito e convinte di aver fatto la scelta giusta a intraprendere questo cammino da sole.
 
Oggi ho energia positiva da vendere, ho deciso di rallentare i tempi di ieri, mi fermo a fare foto in un
giardino e piano piano arrivo alla stazione degli autobus.
L'autobus per Ferrol parte alle 9.30, faccio il biglietto allo sportello della compagnia ARRIVA e l'impiegata mi chiede se preferisco prendere il bus più economico ma ci mette più tempo o quello che passa per l'autostrada.
La differenza è proprio irrisoria e per 7.60 euro prendo il bus più veloce, con tanto di wifi all'interno!
In 50 minuti si arriva al capolinea degli autobus a Ferrol, ecco e ora dove vado?
 
Nella guida la cartina della città non è presente quindi è meglio chiedere a qualcuno per l'Oficina del Turismo.
La strada è facilissima, sempre dritto basta arrivare all''angolo dove si trova il Banco Santander e proprio lì in piazza c'è l'Oficina de turismo de la Xunta de Galicia.
Un uomo squisito, che oltretutto parla anche italiano, mi spiega in poche parole il cammino inglese illustrandomi le tappe, dove troverò gli albergue ecc., mi consegna il passaporto del pellegrino, una mappa e la conchiglia!
Mi chiede se ho bisogno della credenziale, ma tempo un secondo e zac,  pronta per il mio primo timbro.
 
Il mio primo sello.

Fondamentale è stata la mappa di Ferrol, perché i segnali non sono così evidenti all'interno della città, uscita prendo Rua Magdalena ed arrivo fino al ceppo del Km 0. (2km)
Il sole splende, camminando si avvicina un altro pellegrino con passo spedito, parla italiano, anzi è italiano si chiama Giorgio e viene da Bergamo.
 Dopo le foto di rito di inizio, camminiamo e proseguiamo insieme, ma il suo passo è molto più veloce del mio, lui è un veterano e così ci perdiamo e ci ritroviamo poi in un bar per mangiare e bere una birra fresca.




Fino alla cerveceria Mariscador a Naron, è una passeggiata molto piacevole, tra  cantieri navali, la scuola nautica, il conservatorio,  il lungomare, meno piacevole è la zona periferica, per fortuna il pezzo è breve.
 


Le persone che incontro mi salutano con un "Hola, buenos dias", sembra quasi un ritornello di una canzone, ed ecco sentire il mio primo "Buen Camino" da uno sconosciuto!
Emozionante, sono rimasta impietrita, mi sono venuti i brividi e le lacrime agli occhi.
Adesso cosa rispondo? Incredula...allora è vero, ero lì per davvero!
Ero una pellegrina.
 

Mi fermo a mangiare un bocadillo con la frittata e una cerveza in questo bar El Mariscador, per un totale di 4 euro, veramente pochissimo!
Timbro e poi riparto con Giorgio sono le 13.29.




Il paesaggio cambia, ci immergiamo in un bosco di eucalipti e tanta campagna, ed il mare sempre vicino.
Giorgio non si vede più, con il suo passo  sostenuto  è ormai lontano da me!
 
Purtroppo una piccola deviazione per  lavori mi ha costretto ad allungare di molto il cammino, passando in certi pezzi anche nella  strada trafficata.
Arrivata a Neda all'albergue rincontro Giorgio.
L'albergue del pellegrino è chiuso, bisogna chiamare il numero esposto per farsi venire ad aprire, ma il sole è ancora alto e quindi decidiamo di proseguire e fermarci poi a Fene.
Non so se ho fatto bene, l'albergue mi sembra molto carino e nuovo, e poi volevo godermi il paesello tranquillo.
 



Attraversiamo le acque della ria, tra passerelle in legno e lastricati, arriviamo alla chiesa di Santa Maria di Neda del XVIII secolo, attraversiamo un ponticello, sempre con gli occhi alla ricerca delle indicazioni.





Arriviamo a Fene, chiedendo a tutti quelli che incontravamo le indicazioni per gli ostelli segnalati dalla guida , ma niente sono chiusi!
La stanchezza si fa sentire, l'imprevisto e l'ostacolo mi butta subito moralmente a terra, e puntualissimo arriva anche il pentimento per la decisione presa e per aver osato.
Non si trova nessun posto per dormire.
A questo punto bussiamo all'oratorio e due signore ci nominano una pensione aperta su chiamata.
"A Cepa" è il nome della pensione, per risparmiare prendiamo una camera doppia con letti singoli e bagno privato, come primo giorno sono a pezzi, ho le anche doloranti per il peso dello zaino, ho il mal di piedi sotto la pianta, ho preso il sole tipico da muratore.
 





Detto questo sono felice.
Io sono felice di essere qui.
I dolori fanno parte del cammino e va bene così.
 

Il giorno della PARTENZA

Tratto dal mio fedelissimo Diario di viaggio


22 maggio 2016
Roma - Madrid- la Coruna

Finalmente il gran giorno è arrivato.
Dopo settimane che non dormo per l'emozione mista ad ansia ho preso il treno regionale da Falconara Marittima per Fiumicino dove prenderò l'aereo per Madrid e poi per la Coruna.
 
Io da sola.

Ieri ho salutato la mia famiglia, ogni volta che parto per un viaggio sembra un addio, forse non hanno capito che non parto per la guerra ma per una bellissima avventura.
Fa sempre strano vedere i miei commuoversi, non mi piace, dovrebbero prendere le mie partenze per qualcosa di bello, positivo e non un dramma!
 

Questi giorni sono stati molto concitati e sono volati.
 
Non ho fatto altro che leggere racconti sul gruppo di Facebook "Cammino di Santiago", un gruppo di persone che condividono questa avventura, questa esperienza.
Leggere  i post in questo gruppo è diventata come una droga, non posso farne a meno!
Racconti, foto, frammenti di vita.
 
 
Dicono che in questo cammino ci si ritrovi, che ritorni cambiato, migliorato.
 
Io non lo so.
 
So solo che sarà quello che mi serve in questo momento.
Ho dei conti in sospeso con me stessa, riordinerò un po' il cassetto della mia vita, buttando via quello che non mi serve più per lasciar spazio a nuove esperienze ed a nuove emozioni.
 

Il mio primo decollo completamente da sola.

Il mio zaino è passato come bagaglio a mano senza problemi, non ho portato le racchette da trekking, troverò un bastone quando arriverò, non avevo voglia di metterlo in stiva e pagare la sovrattassa.
L'aereo ha qualche problema, così da accumulare 30 minuti di ritardo, e io ho la coincidenza da Madrid per la Coruna dopo 40 minuti, speriamo bene.
Tutto di fretta arrivo al Gate J pronta per imbarcarmi per il mio secondo volo da sola.
Questa volta metto la musica, e dopo varie turbolenze atterriamo dopo 50 minuti.
A la Coruna è una bella giornata anche se fa freddino, vado subito alla ricerca  dell'autobus che mi porterà in centro.
Alla fermata del bus conosco una ragazza americana, parliamo un po' e mi racconta che insegna inglese in una scuola di Ferrol, si proprio dove andrò io domani mattina!
Guardiamo l'orario degli autobus e la domenica dall'aeroporto al centro passano ogni 60 minuti.
Considerando che la prima partenza è alle 8.30 di mattina, bisogna aspettare fino alle 17.30.
Nel frattempo mi accorgo di una ragazza con lo zaino, come me, cerco di inserirla nei nostri discorsi e butto un "Donde vas?" e li mi dice : Santiago.
Capisco subito che è italiana, e da lì iniziamo a parlare a ruota libera, come se ci conoscessimo da una vita.
Si chiama Valentina, è più grande di me di un anno, vive a Padova ma è calabrese, ci raccontiamo in breve la nostra storia, e abbiamo molte esperienze in comune.
Lei pure è da sola, farà un pezzo del cammino francese in 10 giorni.
Il bus per il centro costa 1.50 euro, e si può fare il biglietto a bordo, passiamo la stazione degli autobus e scendiamo all'ultima fermata in Plaza De Maria Pita che è al centro della città.
 
 
Passiamo la serata a passeggiare lungo il porto con il suo Paseo Maritimo, fermandoci a scattare foto con uno sfondo  bellissimo: il Museo archeologico e storico situato nell'antica fortezza cinquecentesca del Castello di San Anton.
 
 
 
La città è viva, è una bellissima domenica di sole, ci sono tantissime famiglie giovani, le panchine, le barche , il mare calmo che trasmette una certa tranquillità, quindi penso che non ci sia inizio migliore di questo.
La fame si fa sentire, io e Valentina ci fermiamo a mangiare alla Bocanegra, con un hamburger con carne galera e una fresca cerveza per un costo di circa 10 euro.
Lei deve ripartire, ha un autobus alle 22.00 e dal centro per arrivare alla stazione degli autobus sono 2 km.
Ci siamo abbracciate, mi veniva da piangere, mi ero già affezionata a lei, ci siamo scambiate i numeri di telefono e ci siamo ripromesse di vederci a Santiago.
Buen Camino Valentina!
 
Decido di ritornare all'Hostal Hotil, una camera senza pretese e a buon mercato al centro della città.
 
Ero di nuovo da sola, sola con me stessa.

Sono le 22.00 e il sole ancora non è andato a dormire, ma io si.. domani mi aspetta un nuovo inizio...
 
 

IL NONO PASSO: l'allenamento

La data si avvicina e la preparazione è quasi conclusa.
Metto al nono passo l'allenamento! 
Forse era più giusto metterlo tra i primi passi ma per l'importanza e per la sua conclusione ho deciso che stava bene qui. 
Ho iniziato ad allenarmi principalmente nelle giornate di sole a Febbraio e a Marzo, senza una cadenza fissa, una volta a settimana qualche chilometro.
Poi ad Aprile, mi sono promessa che dovevo camminare almeno  3 volte a settimana,  alternando l'allenamento normale con delle escursioni un po'  più impegnative, che hanno confermato la mia non resistenza alle salite!:-)

 

Non mi sono spinta tanto in là con i chilometri, più o meno 10 km, come dimostra il mio diario di Runtastic, ottima applicazione per tenere una storia del vostro allenamento.
 

Sicuramente potevo fare di più, ma camminare per così tanto tempo richiede molto tempo.
In due ore riesco a fare 10 km, su strada asfaltata e sempre in pianura!

Ora non mi basta che partire e camminare.

Non è una maratona,

non è una gara a chi arriva fino in fondo,

l'importanza è muoversi,


non è importante la meta ma il cammino!






 

L'OTTAVO PASSO: la lista - la spesa - lo zaino


"Ci sono viaggi che si fanno con un unico bagaglio: il cuore"

Audrey Hepburn
 
Si cara Audrey, bellissima questa frase...però tu capisci che ovviamente non mi posso presentare con il cuore in mano nuda a Santiago! :-)
 
A pochi giorni dalla partenza sale la tensione, ed è ora di fare lo zaino, cosa che mi piace tantissimo, anche se questa volta sarà diverso.
 
Leggendo i vari forum sicuramente quello che dovrò portare è:

- l'indispensabile
- l'essenziale
- il necessario

Tutto questo dentro ad uno zaino che deve pesare mediamente sui 7 kg anche se esperti dicono che lo zaino deve essere 1/10 del tuo peso!
Ho scritto la solita "lista di rito" che faccio prima della partenza, cosa portare e cosa sarebbe meglio rinunciare e lasciare a casa.
E' il momento di vedere cosa manca all'appello e se manca qualcosa correre al Decathlon e comprare.
Navigando su internet ne ho viste diverse di liste, secondo il mio parere alcune liste sono superficiali oppure comprano quello che non hanno in loco, oppure si adattano meglio di me.. non saprei..
Ma al momento ecco la mia lista copiata dal foglio  casalingo al pc, non tralasciando niente..(almeno per il momento)
Poi proverò il peso e vedrò se eventualmente levare qualcosa (spero di no)
 
- ZAINO SCOUT INVICTA since 1995
- 1 PAIO DI INFRADITO PER LA DOCCIA
- SANDALO DA TREKKING per riposo
- SCARPE DA RUNNIG (ci parto)
- 4 SLIP
- REGGISENO SPORTIVO
- CANOTTA IN MICROFIBRA (un dovere morale portarla, voglio bene ai miei reni)
- 4 CALZINI TECNICI
- CALZONI LUNGHI CON CERNIERA che possono diventare corti.
- 1 FELPA CON ZIP
- 1 FELPA PILE
- ASCIUGAMANO IN MICROFIBRA PER DOCCIA
- 1 ASCIUGAMANO PICCOLO
- SPAZZOLINO E DENTIFRICIO
- KIT LIQUIDI (bagnoschiuma, crema )
- SAPONE DI MARSIGLIA
- CEROTTI COMPEED per vesciche
- MEDICINE Q.B. (antinfiammatori oki, tachipirina, imodium, fermenti lattici)
- ASSORBENTI IGIENICI per uso soletta nelle scarpe
- LAMPADA FRONTALE
- PHON DA VIAGGIO (solo perché parto a maggio)
- GIUBBINO ANTIPIOGGIA
- 1 CALZONE TREKKING O LEGGINS
- 1 LEGGINS DI COTONE PER DORMIRE
- 1 MAGLIETTA PER DORMIRE
- 4 TSHIRT (2 tecniche)
- SACCHETTI PER DIVIDERE I VESTITI per non farli bagnare in caso di pioggia.
- CELLULARE CON CARICA BATTERIA
- GOPRO (?)
- AURICOLARI
- GUIDA PER IL CAMMINO
- TACCUINO + MATITA
- CAPPELLO
- BORRACCIA DA 0.60 l
- CREMA SOLARE
- OCCHIALE DA SOLE
- FAZZOLETTI
- SACCO A PELO O SACCO LETTO
- FEDERA
- PORTA DOCUMENTI
- CARTA D'IDENTITA'
- BANCOMAT E POSTPAY
- CREDENZIALE
 


PS. e poi ci sono gli indumenti con cui parto domenica mattina: maglietta, felpa e leggins.
 
Spuntate le cose che non avevo sono andata al Decathlon risultato:
130 euro per vestiti tecnici da aggiungere alla lista spesa.
 
 

IL PICCOLO BORGO DI PIEROSARA



Oggi vi porto a Pierosara, un borgo che ho scoperto per caso facendo un sentiero che dall'Abbazia delle Chiuse di San Vittore ed oltrepassando il ponte romano, giunge in meno di 15 minuti a questo piccolo paese, un vero gioiello incastonato tra le colline marchigiane, nel cuore del Parco della Gola della Rossa.

Questo antico borgo un tempo si chiamava Castel Petroso: il castello sorgeva in un posto roccioso e sovrastava la vallata;oggi quello che ne rimane è la torre risalente al XI secolo nella Piazza principale.
Da Piazza Coriolano Bruffa, primo presidente delle Grotte di Frasassi, si può ammirare un bellissimo panorama dell'alta valle dell'Esino, da Cerreto d'Esi alla Gola della Rossa.

Qui ci sono tre panchine, dove è possibile fermarsi, rigenerarsi, ascoltare il rumore del vento e perché  no, dedicare un momento per immaginarsi la leggenda che da' il nome al borgo : Pierosara.


La storia narra dell'amore sfortunato di questi due giovani: Piero e Sara, due promessi sposi che vivevano entrambi nel borgo di Castel Petroso.
Purtroppo della bella Sara se ne era innamorato anche il feudatario del Castello di Rotorscio, il conte Ravellone che decise di rapirla per sottrarla al suo amato Piero.
Una notte il conte decise di introdursi nella rocca e portare via la dolce Sara ma i cittadini, scoperto il rapimento, scatenarono una feroce battaglia contro i seguaci del conte.
Messo alle strette il Conte Ravellone uccise Sara che teneva fra le braccia e la sorte non andò meglio al giovane Piero che una volta davanti a lui venne colpito da una scure.
Per ricordare questo triste avvenimento Castel Petrose divenne Pierosara.