A piedi fino al SANTUARIO DELLA MADONNA DI SAN LUCA - Bologna



Ogni cammino ti arricchisce, lascia il segno, anche se solamente di una giornata ti carica di emozioni positive!
Camminare rende felici e in questa giornata d’inizio inverno ho conosciuto una Bologna diversa, come non l’avevo mai vista: verde, rilassata, silenziosa e soleggiata.

Sono passati ben otto mesi dal Cammino di Santiago, e proprio perché è stato così importante per me camminare che ho continuato a farlo. 
Oggi vi voglio raccontare del cammino che ho fatto poco tempo fa per raggiungere il Santuario della Madonna di San Luca sul Colle della Guardia, una meta di pellegrinaggio per  tantissimi fedeli devoti alla Beata Vergine.

21 ottobre 2016

E' una giornata di sole, inaspettata, perché fino a ieri pioveva a dirotto, oggi c'è un'aria frizzantina che anticipa l’inverno, sono in compagnia di due mie colleghe e di Google Maps, che ci suggerisce che mancano precisamente 10 km e due ore di cammino.

Partiamo dalla Piazza delle Medaglie d'oro antistante alla Stazione centrale di Bologna, seguiamo il percorso segnalato nella mia cartina, (addio Google Maps!) prendendo i portici di Via Amendola, la strada è completamente dritta, passiamo Piazza dei Martiri, Largo Caduti del Lavoro, e proseguiamo per via Marconi.

Decidiamo di fare una piccola deviazione per visitare la Basilica di San Francesco del XIII secolo, dedicata a San Francesco d'Assisi la chiesa è il primo esempio in Italia di stile gotico di derivazione francese.

Continuiamo e ci fermiamo davanti all’antica Porta Saragozza, è qui che inizia ufficialmente il pellegrinaggio di San Luca, chiamata anche Porta sacra o Porta del Pellegrino, il suo ruolo acquisì importanza quando venne costruito il lunghissimo portico che conduce fino al Santuario della Madonna di San Luca.




Il portico che conduce al Santuario è il più lungo del mondo, quasi quatto chilometri, per la precisione 3.796 metri, un susseguirsi di archi (666) e di cappelle (15) che raccontano i Misteri del Rosario.


Da lontano vediamo un arco, ma prima alla nostra sinistra dietro un cancello ecco spuntare Villa Spada con il Museo della Tappezzeria, un posto di rara importanza, raccoglie oltre seimila reperti tra tessuti, merletti, ricami e attrezzi per tappezzieri.

Facciamo alcuni scalini e saliamo sopra all’arco del Meloncello , da qui parte la salita verso il Santuario.



I portici avevano, anzi hanno tuttora la funzione di riparare i pellegrini dalla pioggia insistente e dal sole cuocente..è un cammino infatti che potete fare in qualsiasi periodo dell'anno!



Finalmente eccoci arrivate e ricompensate subito da un panorama dall'alto di Bologna e una croce che ci indicano la fine del cammino.


Pochi passi e ci troviamo subito davanti all’ingresso del Santuario, la visita è d’obbligo, la chiesa è stata realizzata da Carlo Francesco Dotti tra il 1723 e il 1757 in sostituzione di una precedente chiesa quattrocentesca, si presenta semplice, a pianta circolare e priva di decorazioni.
Al suo interno si trovano opere di Guido Reni, Donato Creti, Giuseppe Mazza e Guercino, l’altare principale è semplicemente stupendo, ci fermiamo qualche minuto..ma sono quasi le 12.30, è ora di pranzare e la chiesa tra poco chiude fino alle 14.30.
Non ci resta che scendere le scale, e fermarci un attimo in una delle panchine al sole per ammirare il Santuario in tutta la sua grandezza.























Cielo blu, sole e...fame!

Ci fermiamo a pranzo al Ristorante Vito a San Luca, aperto tutti i giorni meno che il martedì. Vi consiglio di prenotare al 051437711 così siete sicuri di mangiare un pasto caldo.

E' stata una bellissima passeggiata, proprio qui che passa la Via degli Dei, 140 km di cammino che da Bologna porta fino a Firenze attraverso l'Appennino.

Chissà magari un giorno... ⇨









** SAN LUCA EXPRESS **


Per chi rinuncia alla camminata e vuole comunque visitare il Santuario è a disposizione il trenino turistico San Luca Express, dotato di audio e guida integrata. La partenza è da Piazza Malpighi.


ORARI DEL SANTUARIO

Feriale: 6.30 – 17.00 da novembre a febbraio //6.30 – 19.00 da marzo a ottobre
Il santuario nei giorni feriali rimane chiuso nella pausa pranzo dalle 12.30 alle 14.30
Festivo:  7.00 – 17.00 da novembre a febbraio // 7.00 – 19.00 da marzo a ottobre





Natale in Olanda: Den Haag, Amsterdam e Rotterdam


Saranno le luci, le chiacchiere con le amiche, il profumo di aringa, le buste di regali nelle mani, quell'aria fredda da neve, sarà perché Natale è sempre Natale e passarlo in un paese del nord fa sempre effetto.

Come facebook ricorda è passato ormai un anno da quando sono andata a trovare la mia amica Daniela a Den Haag.
Sono partita con altre due mie amiche, il primo viaggio che facevamo tutte e tre insieme.
Il tempo purtroppo è sempre poco per stare insieme e tra una chiacchiera e un'altra abbiamo fatto un bel giro toccando tre città a dir poco belle: Den Haag, Amsterdam e Rotterdam.

Den Haag è la città dove abita la mia amica Daniela che insieme a sua figlia Emma, alcuni anni fa hanno deciso di trasferirsi dall'Italia, una scelta coraggiosa che tuttora ne rimane fiera e fedele.

Ah...Se vedete una bicicletta sfrecciare da un capo all'altro della città è sicuramente lei presa dai suoi duemila impegni, ma a Den Haag la maggior parte delle persone si spostano in bici, quindi non vi resta che prenderla anche voi ed iniziare a pedalare.

Simbolo della città è il Palazzo della Pace sede del diritto internazionale, al suo interno ospita la Corte Internazionale di Giustizia, la Corte permanente di arbitrato, l' Accademia del Diritto Internazionale e la biblioteca.
Il quartiere Zeeheldenkwartier è considerato dagli stessi olandesi il più bello della città, e noi possiamo solo che confermarlo, un'alternarsi di splendidi palazzi del XIX secolo, giardini nascosti, parchi, ristorantini etnici e caffè da sorseggiare comodamente all'aperto. 
Fermatevi e assaporate la vita!
Da non perdere è la visita al Binnehof con la Sala dei Cavalieri, in olandese Ridderzaal, è proprio qui vicino alla fontana con la statua dorata che venne fondata l'intera città.






Ma Natale è anche la corsa frenetica ai regali, e quindi ecco lo shopping che ha contagiato anche noi, si parte dalla famosa via Hofkwrtier, ma se avete freddo e fuori piove potete optare per l'elegante galleria Passage con i suoi negozi lussuosi e raffinati, oppure gli immancabili tradizionali mercatini natalizi.
Insomma per le vie del centro si possono acquistare tantissimi regali e prodotti tipici artigianali e addirittura incontrare simpatici personaggi natalizi.
 



Ma la nostra fuga natalizia continua con Amsterdam.
Amsterdam non ha bisogno di presentazioni, l'amiamo tutti, un po' ribelle e un po' romantica.



All'esterno del Palazzo reale, sotto il grosso abete illuminato di Piazza Dam iniziamo a scoprire la città.
Il nostro modo di visitare al meglio Amsterdam è stata quella di fare una rilassante passeggiata nel "Canal ring", ammirando i palazzi colorati e respirando l'atmosfera natalizia tra un canale e l'altro.

In uno di questi canali si trova il Mercato dei fiori il Bloemenmarkt, una miriade di fiori, tulipani e bulbi che potrete portare a casa vostra!
A pochi passi dal mercato dei fiori ecco spuntare la piazza più bella, secondo me, di Amsterdam: piazza Rembrandtplein, fulcro della vita notturna nota per i numerosi pub e ristoranti e importantissima tappa per i mercatini natalizi.

Passeggiando e facendo shopping si trovano moltissimi negozi di souvenir, ma soprattutto negozi che vendono prodotti tipici olandesi come i formaggi, chioschi di caldi hotdog e patatine fritte e tra un assaggio e l'altro siamo arrivate al famoso quartiere a luci rosse.
Qui succede quello che tutti sappiamo, donne in vetrina semi-nude e uomini pronti a suonare il campanello per poter entrare. Ma Amsterdam è anche questa.
Poco lontano ci fermiamo per riscaldarci e per una cioccolata calda, ci fermiamo in un coffee shop , uno dei migliori ci dicono qui ad Amsterdam il Green House Coffeeshop
Ma prima di andarcene da questa piccola Venezia è obbligatorio scattarsi un selfie davanti alla scritta I am Amsterdam,  si trova proprio dietro al Rijksmuseum nella Piazza dei Musei.





Se Amsterdam ha il suo fascino, Rotterdam mi ha completamente conquistato!
Il Mercato al coperto chiamato Markthal è il luogo dei miei sogni, inaugurato da poco ospita 15 stand gastronomici e 8 ristoranti . 

Abbiamo lasciato la nostra auto nel parcheggio sotterraneo, per poi, tramite una scala mobile ritrovarci all'interno di questa struttura enorme e addobbata con palle giganti.


Luogo perfetto per comprare piccole specialità culinari, dai dolciumi, che ingrassi solo vedendo il bancone, allo stand che espone una quantità spropositata di frutta secca.


Veramente un posto da capogiro!


















Appena fuori dal Mercato siamo andate a curiosare all'interno delle case cubo o Kubuswoningen, simbolo di Rotterdam.
Costruite e progettate negli anni settanta dall'architetto olandese Piet Blom, sono delle casette esagonali, vale la pena spendere tre euro per vedere come al loro interno sono stati sfruttati gli spazi anche più scomodi!


Eccoci qua noi quattro!!
Un bellissimo ricordo.. l'atmosfera natalizia, le risate e le chiacchiere fino a tardi... in poche parole condivisione: questo è sicuramente il bello di viaggiare in compagnia!

Buon Natale amiche!

Il 2016 è l'anno dei cammini? Si, del mio! 4 anni di noi!


Quattro anni del mio blog, 4 anni che ho a disposizione questo piccolo spazio di mondo virtuale dove trascrivo i miei viaggi e le mie esperienze,  forse l'unico spazio realmente di mia proprietà al 100%.
Anno scorso in occasione del terzo compleanno scrissi: 

"Considero il 2015 un anno di assestamento, una rincorsa per il 2016.
E sicuramente sarà un bellissimo anno, anche Paolo Fox dice che il 2016 sarà l'anno del Toro, quindi crediamoci, prepariamoci e decolliamo!"

Sorrido nel leggere queste parole, perché questo 2016 si è rivelato proprio così!

Il 2016 è stato proclamato dal Ministero dei Beni culturali l'anno nazionale dei cammini, un modo per riscoprire a passo lento la nostra terra, ritrovare valori e rafforzare l'Io.
Per me è stato l'anno del mio cammino, si perché dopo 5 mesi di preparazione, di studio e di ricerche ho intrapreso in solitaria il cammino inglese di Santiago di Compostela.

Il mio post "Parto perché" prima della partenza è stato un urlo libero, uno sfogo, una carica per me e per tutti quelli come me, ma non avrei mai pensato che questa avventura mi arricchisse così tanto!

Volevo delle risposte, cercavo una svolta..

Ecco, la soluzione non stava sotto la Basilica di San Giacomo a Santiago, ma l'ho trovata in cammino, si proprio così!

Dovevo solo riappropriarmi della mia vita, conoscere una parte di me che tenevo accantonata.

Per stare meglio avevo bisogno di portare il cammino nella mia vita di tutti i giorni, vivere come se fossi sempre in cammino per Santiago.

Vivere valorizzando il presente, amare perché ami non perché amerai, non fare niente in funzione di, con lo scopo di...vivere semplicemente!
Vivere il Qui e Ora, perché in fondo è l'unica cosa concreta che abbiamo e dunque quella che conta di più.

Vivere pensando positivo perché la qualità dei tuoi pensieri determina la qualità della tua vita.


"LA VITA E' COME UN'ECO:
SE NON TI PIACE QUELLO CHE TI RIMANDA,
DEVI CAMBIARE IL MESSAGGIO CHE INVII" 

Vivendo così ho passato l'estate camminando, scoprendo posti magnifici dietro casa e luoghi misteriosi tra la Toscana e l'Umbria, poi ci sono state le immancabili Dolomiti, l'insolita Bulgaria e l'affascinante Polonia.

Ho viaggiato tanto e scritto poco, aggiornerò presto il mio Diario con nuovi racconti..intanto volevo ringraziarvi tutti 163.000 che in questo 2016 mi avete sostenuto, seguito e scritto in tanti!

GRAZIE!


Cammino Inglese - L'ARRIVO A SANTIAGO

Tratto dal mio fedelissimo Diario di viaggio

28 maggio 2016
L'arrivo a Santiago

..Non erano i miei piedi a camminare, ma il cuore che mi spingeva contro i turisti che vagavano per Santiago, le frecce non le guardavo nemmeno più.
Tutti andavano verso quella direzione e io ancora una volta assecondavo il mio destino.

Nelle note di Imagine  di John Lennon,  suonata da un artista di strada, varco l'arco che porta in Piazza do Obradoiro , eccomi qui, dinanzi alla Cattedrale di San Giacomo di Compostela.

Io così piccola, con lo zaino sulle spalle e le lacrime agli occhi.
Lacrime liberatorie di quel "peso" che passo dopo passo, giorno dopo giorno mi sono lasciata alle spalle. Lo zaino era vuoto e io ero così leggera.
Sognavo questo momento da mesi e la mia paura era quella di non riuscire a provare nessuna emozione, avevo paura di rimanere delusa..invece no.

Ero arrivata fino a Santiago a piedi, ma ero partita molto, ma molto prima.

Mi sono perdonata
Mi sono fidata
Ci ho creduto
Ce l'ho fatta.






In quel momento avevo in testa solo una citazione del grande Terzani:

"La fine è il mio inizio"


Da lì sarebbe iniziata un'altra vita, avevo finalmente voltato quella pagina che fin da troppo tempo rileggevo e non avevo il coraggio di girare.

Avevo conosciuto un'altra Silvia.













Ho scattato una foto con la mia fedele amica tedesca, (ne abbiamo passate diverse insieme) e ho incontrato due pellegrini speciali Nick e Alex, anche loro avevano concluso da poco il cammino.


Questa piazza è una carica esplosiva, è un contenitore di emozioni.


Si assiste all'arrivo continuo dei pellegrini, li vedi  gridare per avercela fatta, baciare per terra, abbracciarsi, piangere per la felicità, alzare le mani al cielo, sdraiarsi a terra stremati dalla stanchezza.


La magia che si respira nell'aria è indescrivibile. 

E' stata un'esperienza straordinaria, una di quelle che veramente non ti scorderai, perché non è una vacanza, non è un sogno è pura vita.
Durante il cammino ho provato tutti i sentimenti di una vita intera: dolore, rabbia, sconforto, insicurezza, felicità, soddisfazione, rivincita, tenacia e grinta.
Tutto quello che ho provato compresi i momenti brutti sono stati significativi, mi hanno fatto crescere e mi hanno fatto apprezzare ancora di più quelli belli.

Il cammino mi ha insegnato tante cose, spero di metterle in pratica nella vita di tutti i giorni.
Sicuramente non smetterò di camminare, di ritagliarmi dei momenti da vivere da sola, di buttarmi in queste avventure a mente libera, senza aspettative, senza pregiudizi e senza paura.

Non smetterò di credere in me stessa, di dare la possibilità agli altri di arricchirmi con le loro storie, di cambiare i miei pensieri, di evolvermi, di crescere.
Cercherò di vivere più con leggerezza il presente, non darò modo al mio passato di rovinarmi il mio futuro..come quel giorno sulla strada per Bruma. 


"Imagine there's no heaven
It's easy if you try
no hell below us
above us only sky
imagine all the people
living for today"

Vorrei arrivare ogni sera a Santiago, per emozionarmi, per iniziare e per ricominciare a vivere.

Vorrei avere sempre quel sorriso li.






Cammino Inglese - SIGUEIRO - SANTIAGO

Tratto dal mio fedelissimo Diario di viaggio


28 maggio 2016
Sigueiro - Santiago
km stimati 27,9

Arrivo a Santiago



La sveglia non suona perché a svegliarmi è il temporale.
Una pioggia battente, tuoni e fulmini..incredulità e paura.
Io sotto ad un temporale non ci ho mai camminato, non ho l'ombrello..forse è meglio.
Dalle 7.00 che mi sono alzata io e la mia amica tedesca usciamo alle 9.00 dopo aver fatto colazione e dopo aver aspettato che la situazione meteo migliorasse.
L'allarme caviglia è rientrato per fortuna, in compenso la pioggia non da tregua tanto da doverci fermare in una bar, prendere qualcosa di caldo,  cambiarci i vestiti e mettere quelli asciutti.
In questo tratto non ho tirato fuori mai il cellulare per fare foto solo quando io e la mia amica ci siamo tolte le scarpe e i calzini per oltrepassare un torrente a piedi nudi.
Incredibile!


























Passo dopo passo ero così scoraggiata, non volevo arrivare a Santiago così ed ero veramente senza forze con la pioggia che insisteva fino a che..
Fino a che durante una salita la pioggia è diventata sempre più debole e dietro la collina esce un raggio di sole..era la magia di Santiago.
E' stato un momento emozionante, quasi commovente, ero stanca della pioggia..e quel timido sole mi ha dato pace, una speranza in più.



Camminare in periferia è scoraggiante, ma sei talmente emozionata per l'arrivo che non è importante, ti concentri e pensi a quello che proverai una volta arrivata lì.

Ho paura che non sentirò niente, il mio cuore non vuole essere deluso, e se non è come dicono tutti? 
E se non riesco a provare nessuna emozione?
I pensieri tristi li abbandono quando ripercorro con la mente il mio cammino, a quanta strada avevo fatto io in pochi giorni, non in termini di chilometri, ma in termini di maturazione, di cambiamento.
Insieme alla mia fedele amica tedesca iniziamo la discesa verso la città, nel frattempo incontro il mio amico di Bergamo.. il cuore mi batte a mille, inizia a cadere una piccola pioggerella.


Sono arrivata.



"COZIDO E MAGNADO" a FURNAS


Furnas è un paesino nel nord ovest nell'isola di Sao Miguel nelle Azzorre, con un post ho cercato di raccontarvi le perle da vedere come il Parque Terra Nostra, Lagoa de Furnas e la sua chiesetta.
Ma oggi vi voglio parlare della gastronomia tipica di questa località,  che viene preparata sulle sponde del lago Furnas. 
Per non perdervi questa esperienza unica vi consiglio di andare poco prima dell'ora di pranzo e lasciarvi trasportare dalle fasi preparazione del piatto più richiesto in quest'isola. 


Ai margini di questo bellissimo lago esistono delle fonti ipertermali, chiamate le caldeiras , sono buche aperte nel suolo, dove si raggiunge la temperatura di 61.5 °c. ed è proprio qui che si cucinano senza sosta il saporito "cozido das Furnas" un bollito di carne e legumi cotti lentamente e saporitamente dal calore vulcanico.







Ogni buca è di proprietà di un ristorante, potete riconoscerlo dal bigliettino da visita che spunta dal terreno.
E' molto interessante essere presente  all'interramento delle pentole avvolte in sacchi e dopo circa sei ore vengono tolte dalla buca e portate direttamente al ristorante.


Eccolo qui il succulento piatto tipico di Furnas, direttamente sulla tavola del Ristorante Tony's ed è subito COZIDO E MAGNADO 


CASTELFIDARDO - Tra musica e storia

Siete mai stati a Castelfidardo?
Non è più il caso di rimandare, prendetevi un break e andate un pomeriggio alla scoperta di questo affascinante paese  patria della Fisarmonica, per me è stata una piacevole scoperta.


LA CITTÀ DELLA FISARMONICA E DELLA MUSICA

E' inevitabile girare per il paese e sentire suonare una fisarmonica, un pianoforte, una chitarra classica, è impossibile che non ci sia un concerto nel weekend, la musica qui fa da padrona!
Delicata, dolce, incessante, rilassante, energica, nella chiesa di San Francesco, nell'elegante Palazzo Mordini, dalle finestre delle case si suona musica che fa bene all'anima! 
Tutto questo perché?
Tutto ebbe inizio da un grande uomo: Paolo Soprani, che nel 1863 diede il via alla prima industria della fisarmonica realizzando il primo esemplare.
La fisarmonica nacque dall'incontro illuminante tra Paolo Soprana e un pellegrino austriaco che ritornava dalla visita al Santuario di Loreto, il forestiero portava con sé una strana scatola che emetteva suoni: la "scatola della musica".
Da quel momento l'ingegnoso Paolo ci costruì la sua fortuna e Castelfidardo divenne uno tra più importanti centri di produzione industriale di strumenti musicali e centro di numerosi festival della musica.


IL MUSEO DELLA FISARMONICA
via Mordini, 1 
Tel 071 7808288

Il Museo della Fisarmonica si trova accanto al Palazzo Comunale in Piazza della Repubblica, qui vi accoglierà un Signore preparatissimo e abilissimo a coinvolgervi nella storia della fisarmonica.
Il tour inizia con la visione della trasmissione televisiva "Portobello" condotta da Enzo Tortora; il conduttore invitò una massiccia rappresentanza di musicisti, i quali lanciarono un appello per il reperimento di vecchie fisarmoniche e di materiale annesso.
Il successo fu strepitoso, tantissime donazioni da ogni parte del mondo, preziosa è la collezione di Giuseppe Panini, per problemi di capienza il Museo fu ampliato per ben tre volte!
Al termine del video, si ripercorre il cammino e l'evoluzione della storia della fisarmonica, non tralasciando il lavoro che c'è dietro, un lavoro di pazienza, sacrificio e massima precisione.
Sapete che per fare una fisarmonica ci vogliono tre mesi?
Sono esposti moltissimi esemplari di fisarmonica,  pezzi unici come la prima che risale al 1872 opera del grande Paolo Soprani e la fisarmonica "attrice" nel film Pane e Tulipani.


IL MONUMENTO NAZIONALE DELLE MARCHE


Ai piedi della città sulla collinetta del Monte Cucco sorge uno dei più belli ed imponenti Monumenti ai caduti in Italia.
Realizzato dallo scultore veneziano Vito Pardo fu eretto per commemorare il cinquantenario della battaglia del 18 settembre 1860.
Un bellissimo progetto di scultura innovativa ricca di significati e di simboli, il generale Cialdini è raffigurato a cavallo nello stesso piano dei soldati , proprio per far capire che davanti alla guerra siamo tutti uomini.
Una battaglia che  è considerata come l'episodio conclusivo del Risorgimento italiano, una tappa di un percorso lungo e difficile che si conclude il 17 marzo del 1861 quando venne proclamata l'unità d'Italia. 
Una sola nazione e un solo popolo.
Per ricordare i defunti della battaglia è stato adibito un ossario dove hanno trovato pace i caduti di entrambi gli schieramenti i soldati piemontesi e quelli pontifici.
Si può accedere al parco dalle maestose "Cancellate degli Allori" in ferro battuto, da qui è possibile fare una bella passeggiata nelle piccole stradine che circondano il monumento tra fontane, panchine e scalinate.
Arrivati al monumento potrete ammirare il panorama e scorgere persino il mare!


PORTA VITTORIA detta PORTA MARINA

Attraverso questa porta si entra nel cuore della città,  percorrendo il Corso XVIII Settembre si raggiunge la Piazza della Repubblica con il Palazzo Comunale e il Museo della Fisarmonica.
La porta detta Marina, perché guarda a est verso il mare adriatico, dove è possibile ammirarlo in tutta la sua vastità dal Belvedere della Battaglia.



IL MUSEO DEL RISORGIMENTO
Via Mazzini, 5
Tel. 071 7206592

Inaugurato nel 1994 il Museo del Risorgimento si trova all'interno di Palazzo Mordini e celebra la nota battaglia del 18 settembre del 1860 combattuta dalle truppe piemontesi con il Comandante Cialdini e Fante contro le truppe pontificie.
Attraverso l'utilizzo di pannelli espositivi ripercorrete i tratti salienti della battaglia, documenti, armi e divise dell'epoca, vi immergerete nella Storia contemporanea. 


IL BOSCO DELLA MUSICA 

Nei pressi dei Giardini di Porta Marina si trova il bosco della musica, una fontana insolita progettata dal celebre scrittore e poeta Tonino Guerra, composta da una grande vasca al centro e da dieci totem dove vengono raffigurati su bassorilievi diversi tipi di frutta.
Con i suoi giochi armonici di luce e di acqua ricordano le note musicali, una musica dolce e rilassante che accompagnerà il vostro sguardo perso su un panorama mozzafiato, dove sarà difficile distinguere il blu del mare con quello del cielo.




CASTELLUCCIO DI NORCIA - Il dovere di ricordarti così ... a colori!



Le scosse non si placano e le immagini che scorrono in televisione sono quelle di paesi rasi al suolo e di un popolo marchigiano che non se ne vuole andare dalla propria terra, quella stessa terra arrabbiata che continua a tremare.
Questi giorni sono stati molto pesanti, il pensiero del terremoto è ricorrente, il silenzio della notte fa paura…
Ho pensato molto se pubblicare questo post oppure no, ma sento il bisogno di condividere questo momento di fragilità scrivendo...

Ho il dovere di ricordare e rendere omaggio a questo posto fantastico.

Rientrava nella mia lista di cose da fare almeno una volta nella vita: Castelluccio di Norcia e la fioritura.
Era il 12 luglio 2016 quando io e un mio amico appassionato di fotografia decidiamo di andare a Castelluccio. Era un martedì se non ricordo male, non volevamo andare nel fine settimana proprio perché era sempre colmo di turisti e viaggiatori di passaggio che si fermavano anche solo per uno scatto veloce.
Abbiamo trovato parcheggio proprio al centro di questo piccolo borgo fatto di casette in pietra arroccate una sopra l’altra, uno di quei borghi facili da incontrare nel Centro Italia, ma nessuno è... era come Castelluccio.

Castelluccio era particolare, magico, autentico, gustoso al sapore di lenticchia, verde, giallo, rosso come i papaveri, una piccola perla dell'Appennino.
Ci siamo fermati a mangiare qualcosa nella veranda di un bar- alimentare e,  dietro consiglio del proprietario, abbiamo gustato uno di quei panini tipici, caserecci, genuini, quelli rustici alla "come viene viene basta che sia buono".
Il cameriere arriva con due fette di pane farciti con il prosciutto stagionato di Norcia tagliato a mano e una fetta bella spessa di formaggio... un panino che ci siamo gustati ammirando uno scenario fantastico.

Castelluccio era un borgo fortunato, vantava una posizione straordinaria; quello splendido panorama tanto da “invidiare” gli abitanti del posto, si perchè.. pensate  che bello ogni mattina aprire la finestra e godere lo spettacolo della natura in diretta, che giorno dopo giorno cambiava colore!


A Castelluccio, i colori come le sfumature e i riflessi sono in continua evoluzione, cambiano le stagioni, come le facce dei turisti che anno dopo anno passavano in questo borgo, compravano i prodotti locali nelle norcinerie e riportavano nel loro paese il ricordo di esserci stati.

Turismo, attività produttive e il rispetto della natura convivevano in perfetta armonia.

Le foto che ho scattato sono la testimonianza di come Castelluccio era, e quello che spero che un giorno tornerà ad essere: quel paese incantato sospeso tra i Monti Sibillini dove si vive sempre a colori!!