Cammino Inglese - SIGUEIRO - SANTIAGO

Tratto dal mio fedelissimo Diario di viaggio


28 maggio 2016
Sigueiro - Santiago
km stimati 27,9

Arrivo a Santiago



La sveglia non suona perché a svegliarmi è il temporale.
Una pioggia battente, tuoni e fulmini..incredulità e paura.
Io sotto ad un temporale non ci ho mai camminato, non ho l'ombrello..forse è meglio.
Dalle 7.00 che mi sono alzata io e la mia amica tedesca usciamo alle 9.00 dopo aver fatto colazione e dopo aver aspettato che la situazione meteo migliorasse.
L'allarme caviglia è rientrato per fortuna, in compenso la pioggia non da tregua tanto da doverci fermare in una bar, prendere qualcosa di caldo,  cambiarci i vestiti e mettere quelli asciutti.
In questo tratto non ho tirato fuori mai il cellulare per fare foto solo quando io e la mia amica ci siamo tolte le scarpe e i calzini per oltrepassare un torrente a piedi nudi.
Incredibile!


























Passo dopo passo ero così scoraggiata, non volevo arrivare a Santiago così ed ero veramente senza forze con la pioggia che insisteva fino a che..
Fino a che durante una salita la pioggia è diventata sempre più debole e dietro la collina esce un raggio di sole..era la magia di Santiago.
E' stato un momento emozionante, quasi commovente, ero stanca della pioggia..e quel timido sole mi ha dato pace, una speranza in più.



Camminare in periferia è scoraggiante, ma sei talmente emozionata per l'arrivo che non è importante, ti concentri e pensi a quello che proverai una volta arrivata lì.

Ho paura che non sentirò niente, il mio cuore non vuole essere deluso, e se non è come dicono tutti? 
E se non riesco a provare nessuna emozione?
I pensieri tristi li abbandono quando ripercorro con la mente il mio cammino, a quanta strada avevo fatto io in pochi giorni, non in termini di chilometri, ma in termini di maturazione, di cambiamento.
Insieme alla mia fedele amica tedesca iniziamo la discesa verso la città, nel frattempo incontro il mio amico di Bergamo.. il cuore mi batte a mille, inizia a cadere una piccola pioggerella.


Sono arrivata.



"COZIDO E MAGNADO" a FURNAS


Furnas è un paesino nel nord ovest nell'isola di Sao Miguel nelle Azzorre, con un post ho cercato di raccontarvi le perle da vedere come il Parque Terra Nostra, Lagoa de Furnas e la sua chiesetta.
Ma oggi vi voglio parlare della gastronomia tipica di questa località,  che viene preparata sulle sponde del lago Furnas. 
Per non perdervi questa esperienza unica vi consiglio di andare poco prima dell'ora di pranzo e lasciarvi trasportare dalle fasi preparazione del piatto più richiesto in quest'isola. 


Ai margini di questo bellissimo lago esistono delle fonti ipertermali, chiamate le caldeiras , sono buche aperte nel suolo, dove si raggiunge la temperatura di 61.5 °c. ed è proprio qui che si cucinano senza sosta il saporito "cozido das Furnas" un bollito di carne e legumi cotti lentamente e saporitamente dal calore vulcanico.







Ogni buca è di proprietà di un ristorante, potete riconoscerlo dal bigliettino da visita che spunta dal terreno.
E' molto interessante essere presente  all'interramento delle pentole avvolte in sacchi e dopo circa sei ore vengono tolte dalla buca e portate direttamente al ristorante.


Eccolo qui il succulento piatto tipico di Furnas, direttamente sulla tavola del Ristorante Tony's ed è subito COZIDO E MAGNADO 


CASTELFIDARDO - Tra musica e storia

Siete mai stati a Castelfidardo?
Non è più il caso di rimandare, prendetevi un break e andate un pomeriggio alla scoperta di questo affascinante paese  patria della Fisarmonica, per me è stata una piacevole scoperta.


LA CITTÀ DELLA FISARMONICA E DELLA MUSICA

E' inevitabile girare per il paese e sentire suonare una fisarmonica, un pianoforte, una chitarra classica, è impossibile che non ci sia un concerto nel weekend, la musica qui fa da padrona!
Delicata, dolce, incessante, rilassante, energica, nella chiesa di San Francesco, nell'elegante Palazzo Mordini, dalle finestre delle case si suona musica che fa bene all'anima! 
Tutto questo perché?
Tutto ebbe inizio da un grande uomo: Paolo Soprani, che nel 1863 diede il via alla prima industria della fisarmonica realizzando il primo esemplare.
La fisarmonica nacque dall'incontro illuminante tra Paolo Soprana e un pellegrino austriaco che ritornava dalla visita al Santuario di Loreto, il forestiero portava con sé una strana scatola che emetteva suoni: la "scatola della musica".
Da quel momento l'ingegnoso Paolo ci costruì la sua fortuna e Castelfidardo divenne uno tra più importanti centri di produzione industriale di strumenti musicali e centro di numerosi festival della musica.


IL MUSEO DELLA FISARMONICA
via Mordini, 1 
Tel 071 7808288

Il Museo della Fisarmonica si trova accanto al Palazzo Comunale in Piazza della Repubblica, qui vi accoglierà un Signore preparatissimo e abilissimo a coinvolgervi nella storia della fisarmonica.
Il tour inizia con la visione della trasmissione televisiva "Portobello" condotta da Enzo Tortora; il conduttore invitò una massiccia rappresentanza di musicisti, i quali lanciarono un appello per il reperimento di vecchie fisarmoniche e di materiale annesso.
Il successo fu strepitoso, tantissime donazioni da ogni parte del mondo, preziosa è la collezione di Giuseppe Panini, per problemi di capienza il Museo fu ampliato per ben tre volte!
Al termine del video, si ripercorre il cammino e l'evoluzione della storia della fisarmonica, non tralasciando il lavoro che c'è dietro, un lavoro di pazienza, sacrificio e massima precisione.
Sapete che per fare una fisarmonica ci vogliono tre mesi?
Sono esposti moltissimi esemplari di fisarmonica,  pezzi unici come la prima che risale al 1872 opera del grande Paolo Soprani e la fisarmonica "attrice" nel film Pane e Tulipani.


IL MONUMENTO NAZIONALE DELLE MARCHE


Ai piedi della città sulla collinetta del Monte Cucco sorge uno dei più belli ed imponenti Monumenti ai caduti in Italia.
Realizzato dallo scultore veneziano Vito Pardo fu eretto per commemorare il cinquantenario della battaglia del 18 settembre 1860.
Un bellissimo progetto di scultura innovativa ricca di significati e di simboli, il generale Cialdini è raffigurato a cavallo nello stesso piano dei soldati , proprio per far capire che davanti alla guerra siamo tutti uomini.
Una battaglia che  è considerata come l'episodio conclusivo del Risorgimento italiano, una tappa di un percorso lungo e difficile che si conclude il 17 marzo del 1861 quando venne proclamata l'unità d'Italia. 
Una sola nazione e un solo popolo.
Per ricordare i defunti della battaglia è stato adibito un ossario dove hanno trovato pace i caduti di entrambi gli schieramenti i soldati piemontesi e quelli pontifici.
Si può accedere al parco dalle maestose "Cancellate degli Allori" in ferro battuto, da qui è possibile fare una bella passeggiata nelle piccole stradine che circondano il monumento tra fontane, panchine e scalinate.
Arrivati al monumento potrete ammirare il panorama e scorgere persino il mare!


PORTA VITTORIA detta PORTA MARINA

Attraverso questa porta si entra nel cuore della città,  percorrendo il Corso XVIII Settembre si raggiunge la Piazza della Repubblica con il Palazzo Comunale e il Museo della Fisarmonica.
La porta detta Marina, perché guarda a est verso il mare adriatico, dove è possibile ammirarlo in tutta la sua vastità dal Belvedere della Battaglia.



IL MUSEO DEL RISORGIMENTO
Via Mazzini, 5
Tel. 071 7206592

Inaugurato nel 1994 il Museo del Risorgimento si trova all'interno di Palazzo Mordini e celebra la nota battaglia del 18 settembre del 1860 combattuta dalle truppe piemontesi con il Comandante Cialdini e Fante contro le truppe pontificie.
Attraverso l'utilizzo di pannelli espositivi ripercorrete i tratti salienti della battaglia, documenti, armi e divise dell'epoca, vi immergerete nella Storia contemporanea. 


IL BOSCO DELLA MUSICA 

Nei pressi dei Giardini di Porta Marina si trova il bosco della musica, una fontana insolita progettata dal celebre scrittore e poeta Tonino Guerra, composta da una grande vasca al centro e da dieci totem dove vengono raffigurati su bassorilievi diversi tipi di frutta.
Con i suoi giochi armonici di luce e di acqua ricordano le note musicali, una musica dolce e rilassante che accompagnerà il vostro sguardo perso su un panorama mozzafiato, dove sarà difficile distinguere il blu del mare con quello del cielo.




CASTELLUCCIO DI NORCIA - Il dovere di ricordarti così ... a colori!



Le scosse non si placano e le immagini che scorrono in televisione sono quelle di paesi rasi al suolo e di un popolo marchigiano che non se ne vuole andare dalla propria terra, quella stessa terra arrabbiata che continua a tremare.
Questi giorni sono stati molto pesanti, il pensiero del terremoto è ricorrente, il silenzio della notte fa paura…
Ho pensato molto se pubblicare questo post oppure no, ma sento il bisogno di condividere questo momento di fragilità scrivendo...

Ho il dovere di ricordare e rendere omaggio a questo posto fantastico.

Rientrava nella mia lista di cose da fare almeno una volta nella vita: Castelluccio di Norcia e la fioritura.
Era il 12 luglio 2016 quando io e un mio amico appassionato di fotografia decidiamo di andare a Castelluccio. Era un martedì se non ricordo male, non volevamo andare nel fine settimana proprio perché era sempre colmo di turisti e viaggiatori di passaggio che si fermavano anche solo per uno scatto veloce.
Abbiamo trovato parcheggio proprio al centro di questo piccolo borgo fatto di casette in pietra arroccate una sopra l’altra, uno di quei borghi facili da incontrare nel Centro Italia, ma nessuno è... era come Castelluccio.

Castelluccio era particolare, magico, autentico, gustoso al sapore di lenticchia, verde, giallo, rosso come i papaveri, una piccola perla dell'Appennino.
Ci siamo fermati a mangiare qualcosa nella veranda di un bar- alimentare e,  dietro consiglio del proprietario, abbiamo gustato uno di quei panini tipici, caserecci, genuini, quelli rustici alla "come viene viene basta che sia buono".
Il cameriere arriva con due fette di pane farciti con il prosciutto stagionato di Norcia tagliato a mano e una fetta bella spessa di formaggio... un panino che ci siamo gustati ammirando uno scenario fantastico.

Castelluccio era un borgo fortunato, vantava una posizione straordinaria; quello splendido panorama tanto da “invidiare” gli abitanti del posto, si perchè.. pensate  che bello ogni mattina aprire la finestra e godere lo spettacolo della natura in diretta, che giorno dopo giorno cambiava colore!


A Castelluccio, i colori come le sfumature e i riflessi sono in continua evoluzione, cambiano le stagioni, come le facce dei turisti che anno dopo anno passavano in questo borgo, compravano i prodotti locali nelle norcinerie e riportavano nel loro paese il ricordo di esserci stati.

Turismo, attività produttive e il rispetto della natura convivevano in perfetta armonia.

Le foto che ho scattato sono la testimonianza di come Castelluccio era, e quello che spero che un giorno tornerà ad essere: quel paese incantato sospeso tra i Monti Sibillini dove si vive sempre a colori!!





Cammino Inglese - BRUMA > SIGUEIRO

Tratto dal mio fedelissimo Diario di viaggio


27 maggio 2016
Bruma - Sigueiro
km stimati 24,3 





Oggi la sveglia è suonata prestissimo, sono le 6.30, decido di rimandare la colazione, il bar davanti all'albergue aprirà alle 7.30, ma come faccio ad aspettare?

L'alba è già qua, mi voglio godere questi raggi di sole ed il freddo della mattina, sperare che oggi sarà una giornata memorabile e sicuramente lo sarà, mancano 40 km all'arrivo e l'adrenalina si fa sentire.
Vibrazioni positive e pensieri positivi, ho deciso che oggi la musica sarà la mia compagna di cammino.



Per la strada incontro tantissimi cani, uno piccolino bianco mi segue per un po' ...chissà Argo e Giamaica che faranno a casa!






Campagne, cavalli, mucche, sculture pazze, qualche fontana e delle bellissime casette di campagna mi fanno arrivare ben presto a Rua.

A Rua troverò l'ultimo bar prima di percorrere 15 km in mezzo al niente, ho bisogno di mangiare e prendere qualcosa da bere per ricaricarmi di energia.
Il bar è chiuso, e non sono l'unica ad aspettare l'apertura, con me ci sono altri pellegrini spagnoli.





Aspettiamo tutti seduti in una piazzetta di fronte a un cruceiro, non vediamo l'ora di ripartire, qualcuno si fermerà a Sigueiro, qualcuno proseguirà fino a Santiago approfittandone della bellissima giornata di oggi.

Riparto dopo una quindicina di minuti, lasciando il centro abitato alle spalle e addentrandomi in un bosco incantato fatto di gallerie, alberi spezzati sopra un sentiero di foglie.
Per un attimo penso che per 17 km potrei continuare anche io il mio cammino tirando dritto fino a Santiago, alla fine arriverò presto.







L'ultimo tratto è abbastanza snervante, monotono, il paesaggio non è mai cambiato, grandi vialoni alberati e la strada asfaltata che attira il sole cocente mi portano a Sigueiro.

Cerco alloggio presso l'albergue privato Casa Delia, affidandomi così ad un suggerimento di una pellegrina italiana che precedentemente aveva fatto questo cammino.
Una piccola freccia indica la casetta della Signora Delia, che gentilmente mi spiega le regole, e che con 15 euro posso dormire, usufruire del bagno e della ricca colazione.

Ci sono due camere, e guarda un po' dove capito?
Dormirò ne letto a castello sopra alla mia amica tedesca..fenomeno! 




Dopo una doccia veloce, esco per mangiare qualcosina proprio nel ristorante italiano "Pizzeria La Toscana", a due passi da casa Delia, tempo di un'insalata maxi ed inizia a piovere.
Ho fatto bene a non proseguire il mio cammino, potevo rivoluzionare la mia tabella di marcia, forse osare, ma poi perchè non godermi passo per passo il mio cammino, senza fretta di arrivare... e poi chissà domani cosa succederà.

Mi metto sdraiata nel letto, mi riposo un attimo, la caviglia fa male e mentre fuori piove inizio a tirare le somme: 

Stanchezza tanta
Soddisfazione tantissima
Paura mai
Solitudine mai
Km percorsi 102
km rimasti 17 
Emozione per domani a mille!

Credo che questa esperienza sia arrivata nel momento giusto della mia vita.. e sono veramente fiera di me.
Domani sarà un grande giorno, sono sicura che Santiago mi regalerà tante emozioni.
Intanto qui è tutto strano, non lo so perché, la signora Delia ci raduna a tutti in salone per una specie di briefing.


Ci parla del cammino inglese, alcune informazioni su Santiago, dove mangiare, dove spendere poco, dove dormire ecc. e dice che le guide parlano di 118 km percorsi da Ferrol a Santiago, mentre in realtà sono 142 km.



Chilometro più chilometro meno, Santiago domani mi aspetta e la caviglia sembra essere gonfia, Delia mi procura ghiaccio e una pomata,  spero che basteranno per ripartire domani.
Stanotte non penso che dormirò, sono molto emozionata..un mix di emozioni e paura.
Niente è come mi aspettavo.

Buonanotte


* El Albergue De Delia
telefono 687.279398
Rùa O Portino n.21
Sigueiro - Oroso 


Cammino Inglese - BETANZOS > BRUMA

Tratto dal mio fedelissimo Diario di viaggio


26 maggio 2016
Betanzos - Bruma
km stimati 27,9

-41 km a Santiago

Il risveglio non è stato dei migliori, le preoccupazioni si sono riversate sul mio umore..


Oggi la tappa è quella più difficile, e oltre a questo a me sembra anche mentalmente quella più faticosa, infatti mi ha fatto riflettere.

Camminando mi sono accorta che inconsciamente mi fermavo e mi voltavo indietro, mi veniva quasi spontaneo, ero completamente da sola.
Alla fine mi sono resa conta di questo atteggiamento e voltandomi per l'ultima volta ho vista la mia ombra, ecco.. io ero lì e non ero da sola.
Dalla bocca serrata dalle 8 di mattina mi esce un esclamazione in dialetto: "volemo fa basta?"

Da questo momento è cambiata la mia prospettiva e non mi sono più voltata.
Davo troppa importanza alla strada che avevo percorso e non guardavo avanti a me quello che poteva offrirmi il nuovo sentiero, il nuovo paesaggio che si apriva davanti ai miei occhi.

La certezza e la sicurezza della strada percorsa oscurava quella di fronte a me, il mistero, l'incertezza del futuro.
Quel futuro che ho sempre idealizzato, programmato e che ora mi faceva paura.
Il mio cammino ora è diverso, lo sguardo adesso è diverso.
Non voglio essere paranoica, e penso di non aver nemmeno scoperto l'acqua calda ma penso che a volte per paura e per le preoccupazioni non si da nessuna possibilità al futuro.

La strada percorsa è un bel bagaglio, fatta di bellissimi ricordi e tanta fatica ma è passato.

E' passato.


Sono sempre convinta che il cammino sia la metafora della vita, in cammino sei quello che sei nella vita: c'è quello che prende le scorciatoie, quello che ti sorpassa a testa bassa senza nemmeno salutarti e quello che si gode il cammino e si ferma per analizzare se stesso.
Ecco io rientro nella terza categoria!




La tappa sotto il punto di vista fisico è massacrante, lungo il percorso si trovano pochissimi punti di ristoro e fontane, mi sono fermata a Campo da Saleta frazione di Presedo al bar la Meson - Museo Xente no Camino, tavoli all'aperto, wifi, prese per caricare il cellulare e tranquillità.

Dopo una birra rinfrescante e qualche minuto di riposo mi sono fatta preparare un panino da portare via per il pranzo.
Passata la piccola Chiesa di Santa Eulalia a Liero per arrivare a Bruma è tutta una salita,  per fortuna qualcuno lassù mi ha voluto regalare una giornata di sole.



Complice uno scambio di favori per fare qualche scatto qui ho conosciuto Franck, l'idraulico di Berlino, ci siamo fermati un attimo al bar ristorante Casa Julia e abbiamo affrontato insieme quella che è ed è stata la salita più faticosa del Cammino Inglese.

Un dislivello di 450 m in meno di 4 chilometri, Franck mi ha dato coraggio, mi aspettava, mi sosteneva, anche se sinceramente a volte sentivo la necessità di stare da sola e soffrire in silenzio invece che ascoltare le sue conversazioni in inglese, tradurre, pensare a cosa dire e tradurre ancora e parlare!



Che faticaccia! 

Ci siamo fermati per riprendere fiato in una radura fra gli eucalipti dominata da un cruceiro solitario, qui i pellegrini hanno lasciato una foto, scritto una preghiera,  bellissima atmosfera.

Poi ci siamo fermati vicino ad una casetta che davanti aveva una roccia gigante, che Franck ha soprannominato "Roccia Silvia".

Non voglio questa esperienza finisca, un po' come l'ultimo pezzo di strada dritta prima di arrivare a Bruma.
Arriviamo a Bruma e l'albergue è la prima costruzione in pietra sulla destra, un accoglienza stupenda dei due ospitalieri Benino e Mari Carmen.


Ritrovo tutti i pellegrini visti durante il percorso, tra cui una ragazza italiana Emanuela e la mia amica tedesca.
Una bella doccia e mi collego in diretta con l'Italia con Melissa di Radio Studio 24 e raccontando questa avventura  mi sono sentita fortunata per vivere tutte queste emozioni!

Dedico questa tappa a me che credo troppo poco in me stessa.



Volare in Val di Fassa - l'esperienza della FLY LINE Catinaccio Rosengarten

Ho sempre sognato di essere un uccello per vedere il mondo dall'alto, vedere la terra da un'altra prospettiva che non sia quella solita degli umani: volare.
Sperare di poterlo fare e farlo.
Veramente non ho proprio volato, ma ho fatto molto di più : ho sorvolato il bosco, sfiorando le cime degli alberi a 6 metri di altezza,  mi sono lasciata andare.

Mi sono lasciata trasportare.




Adrenalina, un pizzico di paura e puro divertimento tra i boschi del Catinaccio, ecco quello che offre il Fly Line Catinaccio Rosengarten, un impianto a bassissimo impatto ambientale, costituito da una tubo di acciaio, ancorato tramite funi ai tronchi di pini e abeti che ti permette di volare.




Immergersi totalmente nella natura in un silenzio assordante, stare con i piedi a penzoloni, lasciare per pochi minuti il contatto con la terra e provare quel brivido di stare sopra ad ogni cosa, scrutare dall'alto e scorgere le vette del Sella e del Pordoi e avere la possibilità di vedere gli animale del bosco scorrazzare sotto a te.


Sentirsi vivi.


Avere paura dell'altezza ma superarla tranquillamente.




Come raggiungere la Fly Line? 


Da Vigo di Fassa si prende la funivia per il Ciampedie, la biglietteria e la stazione di partenza si trovano accanto alla seggiovia Pian Pecei a 1.998 m.

Dopo aver fatto il *biglietto il personale ti aiuterà ad indossare l'imbrago e ti preparerà per il lancio, una discesa lunga 1.100 metri dove si raggiunge i 15 chilometri orari, per un totale di circa 15 minuti (compresa la risalita in seggiovia).
Seduta comodamente in un seggiolino monoposto, in tutta sicurezza inizierai a "planare" tra gli alberi, respirando odore di pini e sentendo l'aria frizzante del sottobosco.

Un esperienza imperdibile, una delle tante attività da fare in estate nella Val di Fassa.

Per maggiori informazioni cliccate qui



* Il prezzo del biglietto per l'estate 2016 è di 12 euro  1 discesa + risalita seggiovia , per i bambini sotto i 14 anni invece è di 10 euro.

ORARIO: TUTTI I GIORNI
MATTINA: 9.00 - 12.30 (chiusura cassa 12.00)
POMERIGGIO : 14.00 - 17.30 (chiusura cassa 17.00)