MONTE PIETRALATA - Sentiero 446 - QUANDO LA NATURA DIPINGE

E’ ufficialmente iniziata la stagione delle passeggiate e dei trekking , con queste belle giornate di sole oggi vi porto nell’entroterra pesarese,  vicino ad Acqualagna, capitale del tartufo,  siamo a pochi passi dal suggestivo scenario della Gola del Furlo.
Il nostro sentiero non è stato pianificato prima, ne consultato su cartine e mappe,  ma ci è stato suggerito da una signora del posto che abbiamo conosciuto la mattina stessa nel centro storico di Acqualagna mentre facevamo colazione.
Il sentiero che intraprenderemo ci porterà in vetta e per arrivarci ci sono diversi punti di partenza:  dal paese di Sperlonga Bassa, oppure arrivando in auto fino al Santuario della Pelinga, o come noi, che avevamo poco tempo a disposizione, dal Chiosco delle Aquile di Pietralata, ma attenzione non c’è un parcheggio ben definito!!


Siamo a 545 metri d’altezza, il nostro sentiero parte da quello rimane del borgo di Pietralata e da una mappa dove ci indica che il sentiero da seguire è il 446, e per arrivare dobbiamo prendere lo sterrato  sulla nostra destra e proseguire per circa 1 ora e 40 minuti.


Costeggiamo la montagna rocciosa e sbirciando tra i rami possiamo già intravedere lo scorcio della vallata sottostante.
Manteniamo la destra quando il sentiero sembra dividersi, superiamo la sbarra e prendiamo per buona l’indicazione dell’unico cartello GOLA DEL FURLO.



A dire la verità siamo perplessi e indecisi, forse dovevamo proseguire nell’altro sentiero, ma comunque siamo aperti a qualsiasi cambio programma.
Sentiamo un rumore di foglie, forse una lucertola, forse no, eccolo che velocissimo ci attraversa uno scoiattolo impaurito che si arrampica e si rifugia in uno dei tanti alberi del bosco.
Curiosi di trovare indicazioni arriviamo per l’appunto ad un altro bivio, a questo punto lasciamo la strada principale che prosegue poi per il paese di Sperlonga Bassa e ci addentriamo in un piccolo e stretto sentiero di sassi, mancano ancora 0.40 minuti.




Entriamo dentro al bosco e da qui il sentiero inizia a salire in maniera costante, tra una fitta lecceta  e un intenso profumo di sottobosco continuiamo il nostro trekking.


Ci riposiamo qualche secondo in un grosso spiazzo al sole, proprio davanti alla segnaletica del sentiero , le frecce ci indicano che si può proseguire per il Monte Pietralata con il sentiero 446 oppure per il Rifugio Furlo.

Seguiamo il 446 verso sinistra e iniziamo a salire bruscamente, la vegetazione si fa sempre più bassa e dopo diverse curve e ripide, il sentiero si restringe fino ad arrivare nella vasta distesa del Monte di Pietralata. 


Finalmente arrivati!


Qui il panorama è fantastico, vediamo tutto le vette intorno a noi dalla dorsale appenninica con le vette del Cucco, del Catria, del Petrano e del Nerone, per poi spostarci a nord-ovest con i sassi Simone e Simoncello, il Carpegna e Montecopiolo, fino alla prorompente rocca di San Marino.

Oltre al panorama che ci affascina, a lasciarsi senza parole è la presenza di 1 no 2,  no 3,  di una mandria di cavalli selvatici, saranno almeno una trentina.




Io sinceramente non ho mai visto cavalli senza padrone, senza un recinto, liberi e non sorvegliati,  quindi la curiosità mi ha portato a documentarmi e tra gli articoli sul web sono riuscita a scoprire che sono ex-cavalli da lavoro, cavalli da traino in pensione diciamo. Si dice che il proprietario li abbia abbandonati sui monti marchigiani, e che in corso ci sia un contenzioso tra la comunità montana e l’ex allevatore. Mi allontano da questo discorso che sembra essere complicato e delicato, chiedendomi come dei cavalli si possano difendere dall’inverno e dai lupi che frequentano le montagne.



Silenzio

Pace

Tranquillità

Spazio indefinito

La sensazione che il tempo si sia fermato.


Ci sentivamo di troppo, come degli spettatori invadenti, come degli intrusi dentro un quadro..
Di solito nei dipinti di un tempo i cavalli selvatici venivano rappresentati in galoppo, coinvolti nelle battaglie, imbizzarriti, ripresi in movimento per esaltare la bravura del pittore e per ritrarre la bellezza e l’istinto ingovernabile dell’animale.



La natura invece ha voluto regalarci attimi di pace.

La natura quando dipinge lascia tutti senza fiato e senza critiche.




La natura oggi per noi ha dipinto un quadro senza precedenti, i protagonisti sono i cavalli selvatici, tranquilli e docili in perfetta armonia con l’ambiente intorno, i colori della tavolozza intensi e che cambiano in base alla luce del sole che va e viene dietro le nuvole.



Bastano pochi secondi e i colori del quadro si trasformano e si mescolano, le nuvole diventano sempre più scure minacciando un acquazzone, il verde invece si accende sempre di più con gli ultimi raggi di sole, dovrebbe piovere a momenti..ma noi proseguiamo ancora dritti, non siamo sazi di questa di questo spettacolo che fa bene all’anima.
Un piede dietro l’altro senza far rumore, con la mia reflex sono riuscita a fare degli scatti qua e là, ci spingiamo più avanti e rimaniamo ancora di più stupiti dalla vista che ci si apre di fronte.


Tutta la costa davanti a noi,  le colline e l’azzurro del mare e la sagoma del Monte Conero in lontananza: il Paradiso.

Dopo un fugace pic-nic ripartiamo verso la macchina, siamo soddisfatti di questa escursione decisa all’ultimo minuto e di non aver preso nemmeno la pioggia!

CONTROINDICAZIONI DEL CAMMINO: LA SANTIAGHITE!



La preparazione fisica, quella mentale, lo zaino, le tappe, i giorni di ferie che non bastano, i mezzi di trasporto per arrivare al punto di partenza, gli albergue, il phon, sono alcuni dei tanti problemi che ti assalgono prima di partire.
E’ il tuo primo cammino, sei ansiosa e sei molto dubbiosa se riuscirai a cavartela sempre e se i tuoi piedi reggeranno il ritmo dei 25/30 km al giorno.


Coraggio

Parti

Non devi temere di niente

Anzi c’è solamente una cosa che devi temere...è il post-cammino, è il momento del ritorno.
Attenzione nella maggioranza dei casi ti verrà diagnosticata una malattia molto diffusa tra i pellegrini ritornati da Santiago: la Santiaghite.

Te ne avranno parlato..vero?

Ecco cosa dovrai affrontare al tuo ritorno se deciderai di partire.
 



1 - IL CAMMINO TI CAMBIA

Non ci credevo quando leggevo questa frase, IL CAMMINO TI CAMBIA, si..ma in che modo, e a me farà effetto?
Vuoi la verità?

La verità è che il cammino non ti cambia.

Il cammino ti cambierà se sarà il momento giusto per te, se sarai predisposta a cambiare, se perderai il controllo della tua vita e ti lascerai andare a tutto quello che il cammino ti regalerà.

Solo così avverrà il cambiamento.

Sono sicura avrà un effetto maggiore se il cammino lo farai da sola.
Siamo sempre alla ricerca di qualcosa, qualcosa dentro di noi che abbiamo sepolto, e probabilmente il cammino fa spazio a questo, o meglio toglie la polvere dal nostro cuore, ci fa godere dell’essenziale, delle piccole cose che nella vita quotidiana nemmeno ce ne rendiamo conto.
Una doccia calda, una maglietta pulita, un pasto pronto, un sorriso , la complicità e la gentilezza delle persone.
Tutte cose che ritroveremo durante il cammino e ci sembrerà un dono.

Sei pronta ad accogliere questo cambiamento?

2 - UNA VOLTA FATTO NON NE PUOI FARE PIU’ A MENO

Detto così sembra una droga o una medicina, qualcosa che crea dipendenza e che ti da’ sollievo.

In effetti è così.

Ti renderai conto che l’unica cosa che ti riporti a quei fantastici giorni è camminare, camminare in mezzo alla natura, estraniarsi dalla vita frenetica di tutti i giorni e rifugiarsi nei tuoi passi, nella natura e nei tuoi silenzi.
Quindi una volta fatto il Cammino di Santiago, che siano 800 km o che siano 100 km, ripartirai…  lo so, quello di Santiago non ha paragoni, perché è proprio Santiago che è magica, è  Piazza Obradoiro  che è una scatola di emozioni. 
Ma qualsiasi cammino ti regalerà emozioni nuove e paesaggi diversi. 
Non meno belli ma semplicemente diversi.

3 - DIVENTERAI UNA TUTTOLOGA DEL CAMMINO

Si, il primo passo per  risolvere un problema è riconoscere la sua esistenza.

Il problema è che una volta fatto il cammino parlerai  e ti ritroverai sempre a parlare di quello, quindi ti iscriverai a tutti i gruppi Facebook, a tutti forum riguardanti il Cammino pur di parlare con persone che hanno vissuto la tua stessa esperienza, condividendo emozioni, dispensando consigli su scarpe, zaini, albergue ecc; perché TU LO SAI come vanno le cose, TU LO HAI FATTO.

In ogni cosa vedrai il cammino.
Alla vista di una conchiglia griderai al miracolo, alla vista di pellegrini che camminano sul ciglio della strada indosserai gli occhi a cuoricino e dirai “anche io!”, ogni volta che vedrai una freccia penserai che sia un segno, Giacomo diventerà il vostro nome preferito.

Sei pronta a diventare così patetica e monotematica?

4 – LA TUA CASA DIVENTERA’ UNA SECONDA SANTIAGO

Tutto quello che avrai vissuto sarà appeso sulle pareti di casa.
Dopo il cammino ti rilasserai nei vicoli di Santiago, facendo qualche acquisto per ricordarvi di questa esperienza unica.
Ok, questa è la versione soft, non ti volevo spaventare, ma in realtà svaligerai i negozi di souvenir portandoti a casa conchiglie (per tutto il paese), calamite, bracciali, anelli con Ultreya e Suseya, orecchini e collanine a forma di conchiglia, mattonelle con frecce e conchiglie in rilievo. 
Addobberai casa ad albergue del pellegrino!
La Compostela, la Muxiana e la Finisterriana, saranno le vostre coppe, il vostro trofeo, quello che non avete mai vinto,  ma lo sapete che non hanno lo stesso valore. 
Hanno un sapore che non c’entra niente con la vittoria ma hanno un sapore che dicono “Io ce l’ho fatta e posso farcela”, queste pergamene avranno la loro collocazione in un quadretto ben in vista nel salone, a discapito della pergamena della vostra laurea.


5 - TU HAI FATTO IL CAMMINO DI SANTIAGO…PUOI FARCELA SENZA PROBLEMI!

Senza saperlo, una volta che avrai fatto il cammino diventerai in automatico un supereroe.

Dopo che passerai sempre più spesso da una persona monotematica e magari per un attimo non ci pensi al cammino, ecco che se ne vengono fuori dicendo: “dai che ti lamenti, tu hai fatto il cammino di Santiago!”
Non potrai più lamentarti, perché tu hai fatto il cammino.
Si, io ho fatto il cammino di Santiago ma non sono un supereoe e pronta a fare qualsiasi trekking o esperienza da survivor, non sono immune nel lamentarmi,  e potrei anche voler dire (a volte) che sono stanca dopo 5 km di passeggiata in centro sotto il sole.
Quindi cara non avrai scuse. 

Hai fatto il cammino questa è la tua croce..puoi scalare l’Everest senza problemi, senza fatica e senza fiatare!

UN GIORNO A BRESCIA

Avete mai trasformato un’amicizia virtuale in un’amicizia reale?

Io si l’ho appena fatto, complice una tariffa low cost di Flixbus e una linea diretta Ancona – Brescia, sono andata a conoscere la mia amica virtuale Alice, una pellegrina come me conosciuta su Facebook grazie al Cammino di Santiago.

Alice mi ha guidato attraverso la sua città portandomi a vedere le cose più belle e significative di Brescia, abbiamo un giorno per goderci la città, poco ma mi è bastato per apprezzarla, anzi devo dire la verità che è stata una piacevole sorpresa.
Una bellissima giornata di sole di febbraio, inaspettata anche essa, da vicino casa di Alice prendiamo la nuovissima metro e ci fermiamo a Piazza della Vittoria,  nella fermata per l’appunto Vittoria. 
Inizia qui in questa piazza storica e molto discussa il mini-tour attraverso la città.
Questa piazza rappresenta il primo passo verso un progetto di riqualificazione del paese, l’architetto romano Piacentini voleva rendere la piazza il fulcro della vita quotidiana, quindi agibile e attraversabile, una piazza aperta ai nuovi flussi commerciali ma anche spazio per celebrazioni e ricorrenze.

Dopo una breve passeggiata ci ritroviamo nella Chiesa trecentesca di Francesco d’Assisi, con la sua bellissima facciata in stile romano-gotico con il maestoso rosone in pietra bianca e vetro, decidiamo di entrare per ammirare i due altari affrescati dal Romanino e dal Moretto.


Camminare non ci mette paura, e dopo aver percorso un lungo portico arriviamo in una delle piazze principali di Brescia: Piazza della Loggia.



Che dire, questa piazza è stupenda, qui si affacciano edifici cinquecenteschi in stile veneziano, nonché l’imponente palazzo comunale, che più tardi andremo a visitare, e  l’Edificio del Monte della Pietà Vecchio con iscrizioni di epoca romana.
Continuiamo a stare con il naso all'insù baciate dal sole, questa piazza è affascinante, quasi ipnotica, sono tantissimi i dettagli da cogliere, come la Torre dell’Orologio, un grande orologio  astronomico del 1546 che segna le ore, le fasi lunari e i segni zodiacali.
Ancora più in alto, lo sguardo viene catturato da due automi in rame raffiguranti due uomini con un martello, loro sono i “macc de le ure” ovvero i matti delle ore che scandiscono il tempo battendo contro la campana.
Ma è tempo di andare a visitare l'interno del Palazzo della Loggia, sede del municipio.
Dopo esserci presentate come visitatrici veniamo accolte da una signora molto gentile che ci indica e ci accompagna a vedere l’ufficio del Sindaco e le altre sale comunali.


Vicino al plastico della città in esposizione c'è uno strano cappello rosso, che significato avrà?

Per conoscerne il significato bisogna fare un salto indietro, precisamente nel Medioevo.

<<In occasione della festa dei Patroni l’abate del monastero di San Faustino, ricevuta la supplica dai rappresentati della città si recava in Comune per consegnare ai rettori un berretto, simbolo della protezione e segno di accoglimento della supplica che era stata loro rivolta dai rettori a nome di tutti i bresciani. Da qualche anno, è tradizione che il sabato che precede la festa del 15 febbraio il parroco di San Faustino raggiunge il Palazzo della Loggia, per consegnare nelle mani del sindaco il galero rosso, simbolo di protezione e concreta testimonianza della benevolenza confermata alla città dai suoi santi Patroni.>>

Sono a Brescia proprio nei giorni di festa dei santi patroni di San Faustino e di Giovita, 15 febbraio la città si riempirà di gente e turisti per la tradizionale fiera  e pere partecipare alle tante manifestazioni culturali organizzate dal comune.



Passeggiando per i vicoli raggiungiamo la piazza dei duomi, mi piace chiamarla così, ma in realtà si chiama piazza del Duomo.
Qui si affaccia il più antico palazzo della città Palazzo del Broletto, e ovviamente le due cattedrali :il Duomo nuovo e il Duomo vecchio.


Il duomo nuovo o Cattedrale di Santa Maria Assunta, è la chiesa principale di Brescia, un mix tra stile barocco e  neoclassico, risale al 1604 e nel cantiere lavorarono gli architetti e gli artisti più importanti dell'epoca. 
Proprio accanto al duomo nuovo, in netta contrapposizione, come il nero e il bianco,  sorge la Chiesa Romanica a pianta circolare chiamata la Rotonda o vecchio duomo di Brescia.
Ma di chiese è Brescia ne è piena, sia nel centro storico che nei comuni limitrofi, infatti se ne contano ben 40, un patrimonio artistico, storico e religioso inestimabile!!
Camminando tra i vicoli, dietro l'angolo a sinistra ecco apparire il Tempio Capitolino dietro ad un cielo terzo impressionante!
Wow!
Ma dove mi trovo?!
Siamo nella Brescia romana, siamo a Brixia nel parco archeologico d’epoca romana nominato nel 2011 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Facciamo il biglietto d'ingresso, e iniziamo il nostro "viaggio" attraverso la storia con resti e testimonianze risalenti dalla preistoria al Medioevo.
Dal Santuario Repubblicano con i suoi affreschi del primo secolo a.c., al Capitolium eretto dall'imperatore Vespasiano  per poi concludere il giro con l’antico Teatro Romano.

Poco più avanti troviamo il Museo di Santa Giulia dove è collocato un prezioso  bronzo proveniente dal Capitolium: la scultura della Vittoria Alata, la Signora di Brescia.
Dopo questo breve tuffo nella storia, una bellissima passeggiata tra i vicoli della città ci porta al Castello medievale, luogo rilassante e punto panoramico, ospita occasionalmente manifestazioni di arte e cultura.



Il tempo di uno spritz nella piazza che più mi è piaciuta che è tempo di ripartire verso casa, non prima però di assaporare a pochi chilometri di distanza la magia del Lago di Garda.


DOVE DORMIRE A CRACOVIA - HOSTEL ON THE RIVER MARTA


Cracovia bella e romantica, città alla portata di tutti, giovane e dinamica, una meta da scoprire nel 2107...se avete qualche dubbio se andare o meno, vi do io la risposta: partite!
Nell'organizzare il vostro soggiorno, se cercate un alloggio economico e alternativo ai soliti alberghi questo post fa al caso vostro.
Con lieto piacere mi sento di consigliarvi un posto particolare, originale, galleggiante, intimo e silenzioso, da dove potrete ammirare una Cracovia speciale.



Hostel on the River Marta è un'imbarcazione, o meglio un albergo sul fiume Vistola, il più lungo della Polonia, nasce dai Monti Beschidi Occidentali, in Slesia e bagna Cracovia, Torun, Varsavia e sfocia nella baia Danzica nel Mar Baltico. 



L'Hostel on the River Marta è situato in un quartiere tranquillissimo, distante 10 minuti a piedi dal Castello Reale dei Wawel e davanti alla Chiesa di San Michele Arcangelo e Santo Stanislao, comunemente detta Skalka o in italiano "chiesa della piccola roccia".



Undici "cabine" dotate di bagno privato, wifi, lenzuola e asciugamani. 
Richiedete la camera con vista fiume, e non ve ne pentirete, ma non solo potrete godere di un bellissimo panorama anche dalla sala del ristorante dove generalmente viene servita la colazione. 
Prenotate la vostra camera su booking.com



Per noi è stata una bellissima esperienza, una location del tutto insolita, sicuramente ritorneremo a Cracovia e all'Hostel on the River Marta.


SENIGALLIA D'INVERNO - cosa fare e dove andare - Idee e suggerimenti





La perla dell'Adriatico, Senigallia è una città che ho scelto di inserire tra le 10 cose da non perdere nelle Marche, conosciuta soprattutto come località balneare nella stagione estiva è dinamica, vulcanica e vive grazie alla presenza di milioni di turisti che vengono da ogni parte del mondo per i numerosi Festival, per il buon cibo, per un divertimento assicurato nei locali lungomare, mostre, fiere e shopping e non per ultimo  per il suo patrimonio storico-culturale ancora ben conservato..ma d'inverno?


Senigallia non dorme e nella stagione invernale ha un fascino tutto suo.
Il mare d'inverno regala scorci emozionanti, sentimenti contrastanti , è come se la natura si prendesse un momento di pausa dai bagnanti.
Il lungomare viene costeggiato dalla pista ciclabile libera ed è un sogno per gli sportivi; Senigallia non sarà vitale e mondana come d'estate, ma con qualche suggerimento azzeccato le vostre fredde giornate invernali si animeranno.
Ho messo insieme delle idee su cosa fare a Senigallia d'inverno,  per il momento sono poche ma confido in voi per aumentare il mio elenco!

UN MOMENTO DI BENESSERE - HOTEL UNIVERSAL
Lungomare Mameli 47 Senigallia - 0717927474


Fuori piove, è freddo...perché non prendervi un day break?
Con la soluzione Day Use, l'Hotel Universal è un ideale "hotel di giorno" in cui trascorrere qualche ora in relax, regalate e regalatevi momenti speciali, in coppia, con le amiche.. con chi volete voi e fatevi coccolare dal Centro Eden Beauty, la lussuosa spa dell'albergo Universal.
Per maggiori informazioni visitate il sito: www.hoteluniversal.it oppure cliccate qui e scegliete la soluzione adatta a voi.




INVESTIGATORI PER UNA SERA -  ESCAPEIT ROOM 
via Arsili 60 Senigallia - 3426798313

Avete 60 minuti di tempo, qualche indizio per risolvere enigmi e per uscire vincitori da una delle Escapeit Room.
Escapeit di Senigallia propone 3 stanze con tre temi differenti: il GIALLO per scoprire chi ha ucciso Sherlock's Home, GUERRA tornare indietro nella seconda guerra mondiale con la stanza Santabarbara 1944, ed infine LO STORICO con la Stanza del Principe.
A voi la scelta..


UNA NOTTE A TEATRO - LA FENICE
Via Cesare Battisti - Senigallia 



La Fenice è lo storico teatro della città di Senigallia, un ricco programma per questo stagione invernale fatta di spettacoli, riproduzioni cinematografiche, concerti e musical.
Per scoprire il programma andate sul sito www.amatmarche.net e scegliete quando andare!













PIADINA, BIRRA E SWAP PARTY - LA GRADISCA
Via Manni, 14 - Senigallia 3342858236


Voglia di qualcosa di sfizioso per cena?
La piadineria La Gradisca cucina ottime piadine, cassoni sfogliate e fritti!
Seguite la loro pagina perché dal lunedì al venerdì per chi prenota il tavolo tramite Facebook il prezzo della cena è davvero conveniente (quasi la metà) e poi rimanendo connessi potrete partecipare ad una serata del tutto alternativa come lo Swap Party, dove rinnoverete il vostro guardaroba! Come?
Facile! Portate con voi vestiti, scarpe e accessori che non indossate più, scambiateli con gli altri partecipanti e ridate una seconda vita ai vostri vestiti! 





UN GELATO A TRE CONI
Via Carducci, 7 Senigallia - 07160422

L'estate è un sentimento e allora perché non combattere l'inverno proprio con un bel gelato?
Lungo il fiume Misa, Paolo Brunelli ha istituito un paradiso per i golosi, premiato dal Gambero Rosso la gelateria rientra nella Guida Gelaterie d'Italia, ottenendo così i tre coni e il premio speciale come miglior gelato al cioccolato d'Italia.
I gusti rimandano al nostro territorio marchigiano, come il gusto "Portonovo" dedicato al Monte Conero o lo Zabaione al Vernelli.
Oltre al gelato potrete scegliere una tazza di cioccolata calda oppure le gustosissime praline accompagnati da una tazzina di caffè proveniente dal Guatemala.





















PATTINARE ALL'OMBRA DEL FORO ANNONARIO


Dal 28 Gennaio al 5 Marzo, in una delle piazze più belle della città di Senigallia torna la pista di pattinaggio su ghiaccio per grandi e piccini.
La struttura sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 20.30, il sabato e la domenica invece dalle 10.00 alle 24.00. 
Accanto alla pista di pattinaggio, per i più piccoli c'è uno mini-scivolo con i gommoni..che aspettate affrettatevi che manca poco!!



A piedi fino al SANTUARIO DELLA MADONNA DI SAN LUCA - Bologna



Ogni cammino ti arricchisce, lascia il segno, anche se solamente di una giornata ti carica di emozioni positive!
Camminare rende felici e in questa giornata d’inizio inverno ho conosciuto una Bologna diversa, come non l’avevo mai vista: verde, rilassata, silenziosa e soleggiata.

Sono passati ben otto mesi dal Cammino di Santiago, e proprio perché è stato così importante per me camminare che ho continuato a farlo. 
Oggi vi voglio raccontare del cammino che ho fatto poco tempo fa per raggiungere il Santuario della Madonna di San Luca sul Colle della Guardia, una meta di pellegrinaggio per  tantissimi fedeli devoti alla Beata Vergine.

21 ottobre 2016

E' una giornata di sole, inaspettata, perché fino a ieri pioveva a dirotto, oggi c'è un'aria frizzantina che anticipa l’inverno, sono in compagnia di due mie colleghe e di Google Maps, che ci suggerisce che mancano precisamente 10 km e due ore di cammino.

Partiamo dalla Piazza delle Medaglie d'oro antistante alla Stazione centrale di Bologna, seguiamo il percorso segnalato nella mia cartina, (addio Google Maps!) prendendo i portici di Via Amendola, la strada è completamente dritta, passiamo Piazza dei Martiri, Largo Caduti del Lavoro, e proseguiamo per via Marconi.

Decidiamo di fare una piccola deviazione per visitare la Basilica di San Francesco del XIII secolo, dedicata a San Francesco d'Assisi la chiesa è il primo esempio in Italia di stile gotico di derivazione francese.

Continuiamo e ci fermiamo davanti all’antica Porta Saragozza, è qui che inizia ufficialmente il pellegrinaggio di San Luca, chiamata anche Porta sacra o Porta del Pellegrino, il suo ruolo acquisì importanza quando venne costruito il lunghissimo portico che conduce fino al Santuario della Madonna di San Luca.




Il portico che conduce al Santuario è il più lungo del mondo, quasi quatto chilometri, per la precisione 3.796 metri, un susseguirsi di archi (666) e di cappelle (15) che raccontano i Misteri del Rosario.


Da lontano vediamo un arco, ma prima alla nostra sinistra dietro un cancello ecco spuntare Villa Spada con il Museo della Tappezzeria, un posto di rara importanza, raccoglie oltre seimila reperti tra tessuti, merletti, ricami e attrezzi per tappezzieri.

Facciamo alcuni scalini e saliamo sopra all’arco del Meloncello , da qui parte la salita verso il Santuario.



I portici avevano, anzi hanno tuttora la funzione di riparare i pellegrini dalla pioggia insistente e dal sole cuocente..è un cammino infatti che potete fare in qualsiasi periodo dell'anno!



Finalmente eccoci arrivate e ricompensate subito da un panorama dall'alto di Bologna e una croce che ci indicano la fine del cammino.


Pochi passi e ci troviamo subito davanti all’ingresso del Santuario, la visita è d’obbligo, la chiesa è stata realizzata da Carlo Francesco Dotti tra il 1723 e il 1757 in sostituzione di una precedente chiesa quattrocentesca, si presenta semplice, a pianta circolare e priva di decorazioni.
Al suo interno si trovano opere di Guido Reni, Donato Creti, Giuseppe Mazza e Guercino, l’altare principale è semplicemente stupendo, ci fermiamo qualche minuto..ma sono quasi le 12.30, è ora di pranzare e la chiesa tra poco chiude fino alle 14.30.
Non ci resta che scendere le scale, e fermarci un attimo in una delle panchine al sole per ammirare il Santuario in tutta la sua grandezza.























Cielo blu, sole e...fame!

Ci fermiamo a pranzo al Ristorante Vito a San Luca, aperto tutti i giorni meno che il martedì. Vi consiglio di prenotare al 051437711 così siete sicuri di mangiare un pasto caldo.

E' stata una bellissima passeggiata, proprio qui che passa la Via degli Dei, 140 km di cammino che da Bologna porta fino a Firenze attraverso l'Appennino.

Chissà magari un giorno... ⇨









** SAN LUCA EXPRESS **


Per chi rinuncia alla camminata e vuole comunque visitare il Santuario è a disposizione il trenino turistico San Luca Express, dotato di audio e guida integrata. La partenza è da Piazza Malpighi.


ORARI DEL SANTUARIO

Feriale: 6.30 – 17.00 da novembre a febbraio //6.30 – 19.00 da marzo a ottobre
Il santuario nei giorni feriali rimane chiuso nella pausa pranzo dalle 12.30 alle 14.30
Festivo:  7.00 – 17.00 da novembre a febbraio // 7.00 – 19.00 da marzo a ottobre